Trieste e Fvg Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Unione degli Studenti sulla manifestazione di sabato 13 marzo.

La mobilità è un diritto e i prezzi dei trasporti per gli studenti sono troppo alti. L’Unione degli Studenti ha pensato di dirlo proprio tappezzando gli autobus di Trieste di cartelloni e facendo girare per la città i propri messaggi: “I trasporti costano troppo per gli studenti”, “Trasporti gratuiti = diritti”, “Trasporti gratis per gli studenti”.
A Trieste e nelle altre Provincie del Friuli Venezia Giulia i prezzi dei trasporti sono particolarmente cari, se raffrontati a quelli di città di dimensioni e popolazione studentesca simili. Per non parlare dei recenti rincari dei prezzi e degli abbonamenti ferroviari: in treno si muovono ogni giorno migliaia di studenti pendolari.
Eppure la scuola è aperta a tutti: questo significa anche che tutti devono poterci andare senza spendere follie in spese di trasporto! La questione della mobilità non è assolutamente secondaria, sebbene sia solo uno dei tanti settori nei quali il Diritto allo Studio viene quotidianamente calpestato.
La legge che dovrebbe regolare le agevolazioni per gli studenti è la Legge Regionale sul Diritto allo Studio, che in Friuli Venezia Giulia è vecchia di trent’anni e non tutela il diritto alla mobilità.
L’Unione degli Studenti ha presentato una nuova legge sul Diritto allo Studio (è possibile consultarla all’indirizzo http://udsfvg.org/news.php?extend.34), ma l’Assessore regionale competente, Roberto Molinaro, ha finora snobbato la nostra richiesta d’incontro, che risale a dicembre dello scorso anno. In tre mesi Molinaro non è riuscito a trovare posto nella sua agenda per confrontarsi con gli studenti sul diritto alla mobilità e su altri importanti temi (come le borse di studio, il reddito diretto ed indiretto, il comodato dei libri di testo, la didattica alternativa).
Speriamo che la latitanza dell’Assessore non abbia un significato di chiusura politica da parte dell’attuale maggioranza politica in Regione, anche se le scelte finora effettuate in materia di scuola ci fanno pensare il contrario. Due milioni di euro in più indirizzati agli studenti che frequentano le scuole private, aggiunti in periodo di crisi nell’ultima Finanziaria, non sono certo un bel biglietto da visita.







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