Fvg e oltre Andare da Mestre a Trieste, fino a domenica 31 gennaio costava 8 euro. Dal 1 febbraio costa 9 euro e 55 centesimi. Un salasso che colpisce soprattutto gli studenti universitari veneti che studiano a Trieste, ma anche una fascia di pendolari significativa, per non parlare dei turisti giornalieri.
Il perché di questi aumenti ha radici lontane: dal momento che ogni regione ha una tariffa per chilometro diversa, al viaggiatore spesso costava meno una tratta interregionale più lunga rispetto a una più breve nella stessa regione. Un esempio del recente passato: per un viaggiatore che partiva da Sacile in direzione Trieste sarebbe stato più conveniente – con un risparmio nell’ordine di 1,5-2 euro – comprare il biglietto da Conegliano Veneto piuttosto che dalla cittadina pordenonese.
Per ovviare a questa situazione paradossale, Trenitalia, con il
placet della Conferenza delle Regioni, aveva annunciato nel 2007 aumenti progressivi per i tre anni successivi (2008, 2009 e, appunto, 2010) per gli abbonamenti e per due anni per la corsa semplice. In certe regioni però, nel corso di questi due anni, le tariffe interne sono aumentate, rendendo necessario un nuovo livellamento anche quest’anno.
Ecco il perché di questi ulteriori aumenti. La nuova norma colpisce anche la tratta Udine-Venezia Santa Lucia: si è passati dai 6,40 ai 9,00 euro, con un aumento di oltre il 40%. Trenitalia si è tirata fuori parlando di decisioni prese da tempo e di un rincaro attuato da molte regioni. I pendolari, con le loro associazioni, sono stati invece colti di sorpresa.
(fonte: corriere.it)


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