Continua il nostro viaggio nella “Trieste a pezzi”, quella meno bella da vedere, quella che noi vorremmo cercare di migliorare. Come già detto nella prima puntata, Trieste è una bellissima città, ma qua e là presenta delle rughe che si presentano sotto forma di sporcizia, abbandono, intonaci poco sicuri, disagi per i pedoni. Per cercare di porre rimedio a tutto ciò bisogna innanzitutto portare allo scoperto queste brutture e il vostro contributo è fondamentale. Per questo vi chiediamo di inviarci le vostre foto a redazione.trieste@bora.la. Ci premureremo di far arrivare le vostre segnalazioni al Sindaco, per illustrargli la situazione in cui versano certi angoli della nostra città.
Il caso che segnaliamo oggi ha dell’ incredibile, tanto da meritarsi un servizio intero. Da circa un anno, mese più mese meno, è stata inaugurata la pista ciclabile che parte da via dell’ Istria e arriva fino a Draga Sant’ Elia per proseguire fino a Kozina. Un’ opera sicuramente ben fatta che ha dato la possibilità a tutti gli amanti della bici di trovare uno sfogo in una città che per la sua morfologia non è molto adatta alle due ruote.
Peccato che l’ intera area da cui parte la pista ciclabile sia stata letteralmente devastata dai vandali e lasciata nell’ incuria più totale da chi dovrebbe preoccuparsi della manutenzione. Uno spettacolo da lasciare senza parole.
Al centro si trova una struttura, nuova, di cui effettivamente non si capisce l’ utilità. Dovrebbe servire alla ricezione delle biciclette? Al ristoro? Alla vigilanza? Oppure era una struttura già preesistente? Forse qualcuno della zona potrebbe fare chiarezza. Resta il fatto che questa struttura, sottolineo nuova, è stata completamente devastata da gente che con la civiltà ha poco a che fare.
Entrando nei bagni, la situazione non migliora. Anzi.
Viene da chiedersi di chi sia la responsabilità di questa situazione di degrado. Perché se è vero che la colpa di chi ha ridotto in questa situazione quest’ area va ascritta ai vandali, va anche detto che tutto intorno è stato lasciato nell’ abbandono più totale ed è certo che la nettezza urbana non viene da un bel po’ a fare una visita da queste parti.
Uscendo dal piazzale, lungo i primi metri della pista ciclabile c’è anche una pozza tutelata per la fauna protetta.
Ma a ben guardare non è che sia tutelata proprio bene. Se sotto la palude non sono ancora nati mostri a sei teste è già tanto.
(Foto di Bora.la)
















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