Caro commercialista, quanto mi costi: la ricerca del consulente fiscale a Trieste, Gorizia e oltre

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(emm) Esasperato dai costi esagerati del mio precedente commercialista (nothing personal), negli ultimi due mesi mi sono messo a cercare un’alternativa sensata.

Su circa 30.000 euro di fatturato lordo annuo, finiva che all’esoso di cui sopra versavo oltre il 6% dei miei guadagni. E, pure, Lui si bullava di avere dei costi “normali, perchè tutti gli altri chiedono così. Che sono in contatto coi miei colleghi e so quanto chiedono“.

Ho pubblicato un annuncio sul mio profilo su Facebook e un altro nel forum di Bora.La. Ne ho cavato speranza: sì, non occorre sborsare quella barca di soldi.

Prima di darvi le informazioni pratiche, segnalo come il problema di riuscire ad avere dei costi bassi per la gestione della partita Iva sia una rogna diffusa per chi ha tra i 30 e i 40 anni e conduce professioni intellettuali o comunque nel terziario avanzato senza guadagnare fantastiliardi. Quante sono le persone con il mio stesso profilo fiscale, in Italia? Ho visto alcuni numeri su internet (“350mila lavoratori autonomi non inquadrati negli Ordini professionali”) ma se qualcuno dei lettori ha dei dati freschi e attendibili: vi prego di raccontarceli nei commenti qua sotto o via email a milic@bora.la .

—————–COMMERCIALISTI VIA INTERNET

Pur non essendo questi basati a Trieste e Gorizia, diversi professionisti mi hanno scritto per offrirmi i loro servizi. Nessun problema, secondo loro: la contabilità e la dichiarazione dei redditi si possono gestire a distanza. Dicono che su questo sito si può verificare chi è abilitato all’esercizio della professione. E tutti mi hanno chiesto delle cifre che variano tra i 500 e i 1000 euro. Ecco alcuni dei loro nomi e le loro email:

Daniele Trolese, Padova. “Consulenza aziendale, tributaria, finanziamenti agevolati, contabilità anche on line. “Le specifico che oltre a clienti “classici”, annovero anche molti e-commerce e drop shippers ai quali fornisco consulenza sulle tematiche specifiche che si rilevano in tali settori di attività“. daniele.trolese@alice.it

Cristian Marra, Cosenza. marracristian@libero.it

Giuseppe Aymerich, Cagliari.Pratico prezzi che ritengo onesti. Se la sua contabilità è così semplice come lei ha scritto sull’annuncio, 500 euro l’anno (+ 4% di contributi e 20% di IVA, che comunque potrebbe detrarre integralmente) è un prezzo assolutamente fattibile. Il mio studio è a Cagliari mentre, se ho ben capito, lei vive a Trieste, ma questo non costituirebbe un problema poichè ormai quasi ogni cosa viene eseguita telematicamente, e per la consegna dei documenti sarebbe sufficiente scannerizzarli e inviarli via mail (o, in alternativa, via fax). Seguo già diversi clienti on line, anche nel Nord-Est, e finora non vi sono stati problemi“. Sito web e email: giuseppeaymerich@hotmail.it

Daniele Puccetti, Perugia.E’ giusto ridurre le tariffe a chi ha una contabilità costituita magari da 1 fattura mensile e poche in acquisto. Studio Commerciale Tributario e del Lavoro. Contabilità, Buste Paga, Dichiarazioni dei Redditi”. Sito web. Email: studio@studioglobale.it

—————–COMMERCIALISTI BASATI A TRIESTE E GORIZIA

Anche questi due studi chiedono cifre modiche: tra i 500 e i 700 euro all’anno, tutto incluso.

Rodolfo Pobega, Trieste. Mi è stato consigliato da una serie di operatori di associazioni senza fini di lucro. E’ quello che ho scelto e per ora mi ha fatto una buona impressione. rpobega@ragionierits.com

Stefano Boscarol e Claudio Andrini, Trieste. “Le prestazioni rese a prezzi moderati derivano dal fatto che essendo giovani dottori commercialisti vi e’ la necessita’ di acquisire clientela, ma la qualita’ del servizio rimane sempre elevata“. Sito web. Email: stefano.boscarol@gmail.com


—————–SEI UN COMMERCIALISTA VALIDO E NON ESOSO?

Scrivimi a milic@bora.la descrivendo in non più di 3 righe il tuo lavoro e le tue tariffe e, se sarai convincente, ti aggiungerò in questa lista.

mercoledì 3 febbraio 2010

 50 Commenti

4 febbraio 2010, 08:52

dottore tributarista iscritto albo lapet, consulenza economica fiscale tributaria, contrattuale, societaria, bancaria creditizia.
Se la contabilità descritta non supera i 30.000 euro di fatturato la mia parcella è di euro 300 +4% inps più Iva e 50 euro per la dichiarazione.

ciccio beppe
4 febbraio 2010, 09:25

Ci sarà un Dottor Pavsek anche per questo?

4 febbraio 2010, 09:37

Pavsek oltre confine no, ma Pavsek oltre Litorale, in Italia: certamente
: )

Gavino Pancetta
4 febbraio 2010, 11:32

Che tristezza… i contribuenti che cercano il commercialista solo in base al prezzo (occhio, perchè a volte si risparmia di parcella ma aumentano i rischi di sanzioni!!), ma anche i professionisti che si svendono come al mercato…

Fulvio
4 febbraio 2010, 11:50

Ciao, sono un commercialista di Trieste.
Mi permetto di intervenire sull’argomento solo per evidanziare come una tariffa di 500/600 euro/anno per la gestione di una contabilità e relative dichiarazioni, sia pur “semplici”, non possa essere sostenibile. Ipotizziamo un professionista, sia pur ad inizio carriera, che tiene questo tipo di contabilità: potrà gestirne personalmente (comprese dichiarazioni redditi, irap, 770, comunicazioni iva, studi settore, calcoli iva trimestrali, gestione deleghe f24, gestione inps, ici, stampa registri, adempimenti vari, ovviamente tutto compreso nel prezzo) non più di una cinquantina,forse sessanta, poi necessiterà per forza di un aiuto, con i relativi costi. Restiamo alle sessanta (e non sono poche) contabilità gestite personalmente, che renderanno, a quelle tariffe, al massimo 35000 euro/anno. Dotiamo questo poveruomo di un computer, un programma di contabilità, una singola stanza di ufficio con riscaldamento, acqua, luce e spese condominiali, un abbonamento al sole24ore, qualche testo(si spera)professionale, una linea telefonica, un fax, un collegamento adsl (necessario per inviare le dichiarazioni), un telefonino. Ad occhio, per poco che spenda, credo che 1000 euro/mese vadano tutti. Ecco che dei 35.000 euro/anno di compensi ne restano 23.000. Facciamogli pure pagare tasse e previdenza, circa il 45% di prelievo, e restano 12.650 euro/anno. Forse e meglio che il nostro eroe alzi le tariffe o cambi lavoro……
Con questo esempio non entro nel merito di quanto paghi, o di quanto sia “giusto” pagare, per la gestione della tua semplice contabilità, ma voglio solo evidenziare che spesso e volentieri dietro delle tariffe troppo basse si cela un lavoro fatto senza la necessaria diligenza (applicabile solo in presenza di un equo tempo/lavoro), oppure si celano strutture dove tutto è demandato a collaboratori/dipendenti che, nelle loro otto ore di lavoro, pur di rientrarci con il “giusto prezzo” devono gestire una mole di registrazioni evidentemente troppo onerosa. In uno studio serio è il professionista (abilitato) che si occupa delle dichiarazioni, controlla le contabilità, si relaziona con il cliente e lo consiglia, e questo richiede un certo tempo ed una certa competenza che non può ridursi a cifre ridicole…..io non accetterei mai di farmi visitare dalla receptionist del mio medico o del mio dentista pur di pagare meno la visita, e non chiedo consigli legali all’impiegata del mio avvocato. Quindi mi permetto di dubitare circa la correttezza di adempimenti che, per risparmiare, saranno sicuramente affidati all’impiegata del commercialista.
Pagare una tariffa troppo bassa per un lavoro che richiede una preparazione ed una diligenza professionale (si gioca con i tuoi soldi, ed in caso di errori le sanzioni sono emesse a tuo carico) dovrebbe per forza generare dei leciti sospetti. Certo che se, invece, siamo convinti che il fisco italiano sia chiaro ed alla portata di chiunque, e che i relativi adempimenti fatti da tizio o da caio siano assolutamente perfetti, allora possiamo anche affidarci a loro in piena tranquillità.
Cordialmente
Fulvio

4 febbraio 2010, 12:18

gentile Fulvio,

stai sostenendo che io come affermato professionista della comunicazione online se guadagno 30.000 euro lordi all’anno va bene, mentre per te è troppo misera la stessa cifra lorda, visto che sei commercialista?

Fulvio
4 febbraio 2010, 12:32

Se credi che il succo di quanto ti ho scritto sia questo, allora forse devo rivedere qualcosa sulla MIA capacità di comunicazione….
Credo invece che tu, affermato professionista della comunicazione, con il tuo tempo/lavoro possa aspirare a ben più di tale cifra, mentre invece un professionista che lavora a tariffe troppo basse arriva ad un limite strutturale che non è superabile.
Ciao
Fulvio

4 febbraio 2010, 13:10

caro Fulvio,
se pensi di aver necessità sul fronte della comunicazione (vedo che sono tanti i commercialisti che si fanno pubblicità online) sono a disposizione per una consulenza: milic@bora.la
;)

Daniele Trolese
4 febbraio 2010, 14:12

In linea generale sono pienamente daccordo con te, Fulvio, soprattutto per l’incapacità da parte dei clienti di percepire la qualità/competenza/capacità del professionista a cui si rivolgono (fino a quando non nascono problemi…).

Ciò non toglie che in alcuni casi vi possano essere delle rendite di posizione su alcune tariffe proposte da altri sulle quali si possa essere concorrenziali, soprattutto in considerazione del fatto che attraverso internet la platea dei potenziali clienti raggiungibili risulta essere amplificata.

Parlando del caso specifico invece, per quanto mi riguarda le tariffe indicate (sotto i 1.000 euro) riguardano il regime dei Minimi che, come ben sai, richiede minori adempimenti rispetto agli altri regimi.

Daniele Trolese
“Consulenza aziendale, tributaria, finanziamenti agevolati, contabilità anche on line.
daniele.trolese@alice.it

Fulvio
4 febbraio 2010, 14:50

Gent.mo Daniele,
se stiamo parlando del regime dei minimi, allora la tariffa sotto i 1.000 euro, fossero anche 700, rientra nella normalità, posto che non si necessita di contabilità, studi di settore, liquidazioni iva, registri, irap, etc.
Però non penso che il nostro professionista della comunicazione adotti tale regime, visto che il suo (ex) commercialista gli fatturava almeno 1.800 euro/anno (oltre il 6% del reddito lordo, come da lui indicato nel primo post.
Se non adotta il regime minimi allora non vedo di costa stupirsi, se non di chi chiede 500 euro/anno tuttocompreso per una normale contabilità.
Se invece rientra nei minimi, allora non vedo di cosa stupirsi nel cambiare commercialista rivolgendosi ad un altro che ti chiede (giustamente) la metà o meno.
Non è che il tutto puzza un pochino di sensazionalismo?
Ciao
Fulvio

Fulvio
4 febbraio 2010, 14:54

Gent.mo Enrico,
potrei anche avere qualche necessità sul fronte della comunicazione, ma non certo per farmi pubblicità, attività deontologicamente scorretta. Credo, come la maggior parte dei miei colleghi, che la miglior forma di “pubblicità” siano i propri clienti, se soddifatti. Toglici una curiosità: ma tu sei nel regime dei minimi o no?
Fulvio

alpino
4 febbraio 2010, 16:38

mi permetto di intervenire perchè vivo la stessa situazione ma rovesciata, io sono un piccolo imprenditore (goriziano)ma opero a Padova città con un certo numero di collaboratori che gravano sul consulente del lavoro quindi discorso a parte (esoso ma a parte), mi appoggio da oramai 4 anni ad un commercialista della città, non lo pago poco, non starò qui a snocciolare prezzi, introtiti ecc ecc…ma grazie a lui ho potuto apprezzare la netta differenza tra Commercialista Consulente (con la C maiuscola) e Commercialista ragioniere ovvero tra il professionista che mi segue, monitora, contatta con visite periodiche, mi consiglia e mi aggiorna sulla materia e il professionista che arriva, raccoglie le tue carte ci fa sopra i conti e ti prepara gli f24 e morta li…
La differenza è abissale e ne va del proprio lavoro…uno dei commercialisti di cui sopra le ha messo il prezzo + IVA dicendo che per lei non è un costo perchè lo scarica, domanda, ma sei lei guadagna entro i 30.000 euro non dovrebbere essere esente iva in regime forfettario? quindi l’iva sugli acqusiti non la scarihi al 100%.
Attenzione, la figura del commercialista è importante okkio a mettere all’asta del ribasso una simile consulenza…spesso la normativa è densa ma conoscerla ci aiuta a districarci meglio e perchè no spesso a risparmiare, ho visto ragazzi fatturare entro i 30.000 anche di meno,,,ai quali nessuno aveva detto del regime dei minimi, applicando pure l’iva…

Fulvio
4 febbraio 2010, 17:14

Gent.mo Alpino,
giusta ed apprezzabile distinzione la Sua,e concordo anche con quanto dice, ma la prego: non chiamiamoli Commercialisti Consulenti, Commercialisti Ragionieri, o altro: il Commercialista E’ un professionista qualificato, ragioniere o dottore, che ha seguito un certo percorso formativo e che ha superato un signor esame con le palle, previa tirocinio, che lo abilita all’esercizio di una professione nella quale si rendono consulenze e pareri in materia fiscale e tributaria, e si è quindi responsabili di patrimoni aziendali e personali, si rendono perizie su cui si basano decisioni di tribunali, si difendono clienti in ogni grado della giurisdizione tributaria e per ogni importo, si risponde di decisioni che possono mettere in ogni momento a rischio l’intero patrimonio dell’impresa e dell’imprenditore. L’altro è il Contabile, ovvero colui che di fatto registra la contabilità e, purtroppo, fa anche dichiarazioni e consulenza. Capita a volte che bravi, diligenti e coscenziosi contabili ne sappiano quanto (o anche più) di un commercialista, come un bravo, appassionato e studioso infermiere può saperne quanto o più di un medico, ma certo non possiamo affidare la nostra salute e le nostre finanze al primo venuto sulla base di quanto poco ci costa: se un giorno arrestano il nostro comunicatore pensa che scieglierà il proprio avvocato sulla base di chi chiede meno onorario? o il medico dei suoi figli sulla base di quanto poco gli costa?
Non posso che essere d’accordo con Lei sull’importanza della figura del Commercialista o del Contabile, non ne faccio una questione di titolo, ma purtroppo la maggior parte delle persone pensano che la propria posizione fiscale, in quanto “facile”, sia alla portata di tutti. Lei è un imprenditore, e si è accorto della differenza che passa tra un professionista serio ed uno meno attento: crede che le tariffe che sono state qui riportate (escludendo il regime dei minimi)siano sostenibili? Io, sinceramente, no.
Grazie
Fulvio

4 febbraio 2010, 20:25

@ Fulvio commercialista

1) RIPOSTA ALLA DOMANDA:
SE I 500-600 EURO DI COMMERCIALISTA SONO UNA PARCELLA ANNUALE GIUSTA PER UN PROFESSIONISTA CHE HA UN GUADAGNO ANNUO LORDO INFERIORE AI 30.000 EURO?

Tu ipotizzi che il nostro commercialista, con queste parcelle, guadagni lordi circa 30.000 euro annui. A questi, secondo te, tiriamo via una serie di spese a cui metterò io accanto i costi reali:

- computer, scanner, stampante e fax (1000 € annui, visto che vuole queste attrezzature nuove una volta all’anno…)
- un programma di contabilità ( 100 € annui)
- una singola stanza di ufficio con riscaldamento, acqua, luce e spese condominiali, traffico telefonico (4500 € annui)
- abbonamento al sole24ore, qualche testo(si spera)professionale (1000 € annui)

Io credo che ad occhio, volendo, un commercialista può spendere di spese necessarie al suo lavoro sui 6000 € annui.
Gli avanzano 24000 € e credo che i modi per non pagare tutto quel 45% di tasse ci siano, correggimi se mi sbaglio.
E comunque anche se dovesse privarsi di un 45% in tasse, gli resterebbero netti 1000 € al mese che al giorno d’oggi sono uno stipendio niente male per molte persone (cfr. “crisi economica”).

2) RISPOSTA ALLA DOMANDA:
“SE E’ VERO CHE IL COMMERCIALISTA E’ VERAMENTE UTILE PER I LIBERI PROFESSIONISTI A DISTRICARSI IN GABELLE E ALLA RICERCA DI OPPORTUNITA’ ECONOMICHE?”

La risposta è no, almeno nel mio caso. I commercialisti che ho avuto in 10 anni di partita iva non mi sono mai serviti a risparmiare particolarmente o a aiutarmi a trovare clienti o incentivi per le mie attività. In linea di massima i commercialisti che ho conosciuto sfruttano mani-in-mano la bizantina legislazione fiscale d’Italia che obbliga “piccoli-medi” freelance come me a dover sganciare il 4-6% del proprio stipendio a un mediatore imposto, in sostanza, dal bizantinismo legalizzato.
Non dico che la figura del commercialista sia popolata per forza da persone cattive… (se il contorto sistema fiscale italiano esige le loro competenze, è un bene che ci siano). Solo non si spacci la gestione fiscale di 20 fatture, dei giustificativi dei costi e la dichiarazione per illuminata consulenza.

3)
RISPOSTA ALLA DOMANDA
“COME POSSONO RISPARMIARE I FREELANCE SUL MERCATO CHIUSO DEI COMMERCIALISTI?”

La risposta è: bisogna far girare le informazioni, cioè far pubblicità ai commercialisti capaci che non chiedono cifre esose per chi ha una contabilità abbastanza semplice e stipendi non faraonici. Ben venga internet e ben venga la concorrenza stimolata da internet.

4)
RISPOSTA ALLA DOMANDA
“UN COMMERCIALISTA PUO’ SOPRAVVIVERE SOLO CON CLIENTI DA 500 € AL MESE?”

Non credo che debba per forza avere clienti solo di questo tipo. Penso che sia normale e giusto chiedere parcelle piccole a chi guadagna di meno e chiedere di più a chi ha introiti maggiori…

5)
CARO FULVIO, IL SENSAZIONALISMO NON STA NEL METTERE IN RETE INFORMAZIONI DI AIUTO PER I LIBERI PROFESSIONISTI. MA STA NEL DARE PER SCONTATI DEI PRIVILEGI DI UNA CASTA, QUALI SONO SPESSO E VOLENTIERI I COMMERCIALISTI.

Claudio
5 febbraio 2010, 10:10

Per caso mi sono imbattuto in questa appassionante discussione. Allora vi svelo questo segreto che può farvi risparmiare anche i 500 euro del commercialista/consulente/altro: è possibile fare tutto da soli! dalla contabilità, alla dichiarazione, al pagamento degli F24, tutto!!! Non è richiesto particolari “titoli”, competenze o istruzioni. non credo proprio che fare contabilità semplici sia lavoro da commericialisti (nel senso che richiedano particolari requisiti).
Basta solo spendere un po’ di tempo per informarsi.
Non è fantastico? Provare per credere!

Fulvio
5 febbraio 2010, 10:41

Gent.mo Enrico,
io non voglio polemizzare ne farti cambiare idea, ho solo ritenuto utile, ai fini di un sano e disinteressato scambio di opinioni, riportarti le mie considerazioni e la mia esperienza: in ogni caso non mi permetto di criticare la scelta di un collega che, per necessità o convinzione, applica tariffe fuori mercato, ne la scelta di chi cerca soluzioni per ridurre i propri costi. Ben venga la tua volontà di informare i piccoli professionisti sull’esistenza di alternative all’esoso commercialista, ma non volermene se credo che una informazione completa debba anche evidenziare che non sempre al prezzo più basso corrisponde una effettiva convenienza e tutela. E’ giusto cercare la convenienza, ma cerchiamo di informarci sulla capacità di chi ci assiste in un campo pieno di insidie qual’è il fisco italico.
Ribadisco, nessuna volontà di polemizzare ma piacere di un trasparente scambio di opinioni.
Ciao
Fulvio

alpino
5 febbraio 2010, 11:10

Salve Fulvio,
forse non mi sono spiegato bene la mia distinzione tra Commercialista ragioniere e commercialista consulente non verte sulla distinzione ufficiale in merito ai titoli di studio e cursus honorum del proffessionista ma sull’approccio che differenzia coloro che ti seguono, speigano e consigliano da coloro che raccolgono carte calcolano e redigono gli F24 senza far’altro.
Il comercialista è una figura importante lo so, dipende però anche dalla contabilità posseduta, se uno è un libero professionista, con contabilità semplificata, poche fatture d’acquisto e di vendita, non capisco perchè non possa armarsi di buona volonta e come dice Claudio attrezzarsi per svolgere autonomamamente la contabilità, cosa che a suo tempo feci anch’io pur possedendo una laurea tutt’altro che economica..non è difficilissimo ne tantomeno complicatissimo farlo, bisogna ovviamente studiare.
Io continuo a chiedermi perchè Enrico debba pagare oltre il 40% di tasse se ha un fatturato annuo entro i 30.000 euro..quando dovrebbe avere una tassazione forfettaria del 20% + previdenza + infortuni…

alpino
5 febbraio 2010, 11:15

@Enrico:
tu scrivi
“In linea di massima i commercialisti che ho conosciuto sfruttano mani-in-mano la bizantina legislazione fiscale d’Italia che obbliga “piccoli-medi” freelance come me a dover sganciare il 4-6% del proprio stipendio a un mediatore imposto, in sostanza, dal bizantinismo legalizzato.”
Non corrisponde a verità non è obbligatorio appoggiarsi ad un commercialista, s non vuoi puoi non farlo ed occuparti personalmente della tua contabilità, conosco elettricisti, idraulici e altri liberi prof. che lo fanno anche al contrario di te hanno acquisti in buona quantità e quindi contabilità un filino più articolata

5 febbraio 2010, 11:23

@Alpino e Claudio

certo, non è obbligatorio appoggiarsi a un commercialista. Ma è molto comodo e fa risparmiare molto-molto tempo.

500 euro sono un costo più o meno giusto per uno stipendio come il mio.

Fulvio
5 febbraio 2010, 11:45

Enrico,
permettimi un ultima, piccola considerazione. Tu valuti il costo in ragione del tuo fatturato, ma non è corretto: un professionista serio calcola l’onorario soprattutto sulla mole di lavoro, quindi sulla quantità dei movimenti. In linea teorica è assolutamente uguale registrare una fattura con un imponibile di 10 euro o 10.000.000 di euro, idem redigere una dichiarazione. E’ proprio per questo motivo che sono stati creati dei regimi minimi senza contabilità e con minori adempimenti, per ridurre le incombenze di chi ha bassi volumi.
Fulvio

5 febbraio 2010, 18:10

Caro Fulvio,
in parte forse sbaglio,
in parte forsi sbagli tu:

il costo di un prodotto si basa non solo sul lavoro necessario, ma anche su quanti soldi sono sul mercato e presso i clienti disposti a comprare il prodotto.

8 marzo 2010, 10:06

“sfruttano mani-in-mano la bizantina legislazione fiscale d’Italia che obbliga ….”

Provate a seguire questo “conto della serva”:

N° delle partite IVA: 7 milioni
Uffici delle imposte: 107
Impiegati per ufficio: 60
totale 6.240
n° clienti per commercialista: 100
n° commercialisti: 70.000
n° collaboratori per studio: 5
totale 350.000
Guardia di Finanza 200.000
occupati nell’informatica per i commercialisti 250.000
editoria per commercialisti 34.000
ministeri vari 250.000
uffici riscossioni 140
dipendenti uff. riscossioni 10.000
CAF, sindacati, associazioni = ??

A parte qualche n° buttato ad occhio, ci si avvicina alla cifra di circa 1 milione di persone che vive direttamente o indirettamente, per permettere allo Stato di incassare le tasse da 7 milioni di soggetti fiscali.

Le società di capitale (SpA + Srl) sono 1.300.000, ed anche qui bisognerebbe sfoltire, che tra le Srl ci sono anche delle panetterie e molte società immobiliari che non hanno 1 dipendente. Ci sono anche delle imprese artigiane di notevoli dimensioni ma in n° irrisorio. Il n° delle PMI sembra sia di circa 450.000.

Quindi, andiamo da un rapporto di 1:1 ad 1:2, tra chi produce e chi si occupa della riscossione.

Ogni impresa, deve mantenere 1/2 persone in più, che vanno aggiunte a quelle già assunte in amministrazione.

Se invece suddividiamo i costi su tutti i 7 milioni di partite IVA, ogni 7 imprese bisogna pagare sempre lo stesso stipendio aggiuntivo.

La media retributiva dei “tassaioli”, sarà probabilmente più elevata della media nazionale. Mettiamo che il costo sia di € 30.000 annuali?

30.000 : 7 = € 4.800

al quale bisogna aggiungere le tasse e gli altri costi interni, ovviamente.

Con i limiti di questo tipo di conteggi (il mezzo pollo di Petrolini), si possono dedurre alcune cose:

1) il problema dell’evasione fiscale è una bufala: per le imprese minori e marginali, stare dietro a tasse e burocrazia, è impossibile.

2) è impossibile essere competitivi in Italia. Esempi? 1 km di trasporto autostradale, costa in Ungheria quasi la metà che in Italia, ma le imprese italiane ed ungheresi lavorano sulle autostrade italiane in regime di concorrenza. Il pane in Slovenia costa quasi la metà che in Italia e nessuna delle due produce grano. 1 pallina di gelato costa 20 centesimi a Sezana, la stessa ad Opicina, costa 1,2 € ed entrambi i gelatai hanno macchine lussuose. Eccetera.

3) riscuotere le imposte delle attività marginali in modo analitico come fa l’Italia, costa molto più dei ricavi.

4) i contadini sloveni che vendono le loro patate sul bordo della strada, qui non potrebbero mai farlo, non esistono i registratori di cassa… quindi, in Slovenia c’è più libertà che in Italia e le tasse, di conseguenza, costano la metà.

5) liberando la metà di quel milione di persone per attività produttive, l’Italia potrebbe fare un balzo economico notevole.

6) eccetera, che sarebbe lunga.

Non si può?

Mica vero, un mio parente in Germania, riceve a casa il 740 già compilato, se ha dei problemi va all’ufficio delle tasse e ne parlano: non servono commercialisti per le attività marginali.

Ridurre le tasse?

Impossibile, lo Stato non ce la farebbe.

Ridurre i costi?

Certo, ed a danno di chi? Provate ad immaginarlo…

Governo di c. destra o c. sinistra?

Non cambia nulla, il problema è sempre lo stesso.

Che dobbiamo fare?

Voi non so, io sono troppo vecchio, consiglio vivamente a mio figlio di emigrare.

STUDIO D'AURIA
11 marzo 2010, 19:33

vorrei aggiungere tra i costi….i contributi dovuti all’ordine e le tasse di iscrizione all’anno, che da sole arrivano a circa 4500 euro per una categoria che non ci protegge dai fasulli…e dai “dottori commercialisti” che pur di catturare il “tuo” cliente gli raccontano frottole screditando il tuo lavoro inventando finti miracoli..!per la tenuta della contabilita’ il prezzo varia molto a seconda della zona geografica….!il nostro studio gestisce clienti dai 400 euro ai 4000 euro annui….che pero’ fatturano circa 1.5 milione di euro con 4000 fatture emesse e 2000 di acquisti….!purtroppo non possiamo alzare i prezzi nè lamentarci perchè fuori c’è una concorrenza spietata formata da tanti pseudo professionisti non qualificati ma mascherati da caf e centri elaborazione dati.
al Sud una contabilità del genere costa dai 700 ai 800 euro ma molto dipende anche dal genere di attività che si svolge…un conto è una ditta edile un altro la piccola salumeria o ancor di più un medico o un avvocato o ingegnere.

Amato Alessandro
21 aprile 2010, 15:32

Vedere colleghi che svendono la propria professionalità….e vedere clienti che in non rari casi si sono compromessi solo per risparmiare non più di 20-30 euro al mese…
Se volete vi pago io per tenervi la contabilità!!!!!

28 maggio 2010, 10:58

Dott. Fulvio Ripa, consulenza del lavoro, fiscale e finanziamenti agevolati. Per portare la contabilità sopra descritta la mia tariffa è di 600 +Iva

Christian
13 giugno 2010, 23:47

Gent.mi,
mi fà piacere vedere che ci sia anomosità nel difendere le proprie idee….

Nella mia zona (provincia di savona) non ho trovato commercialisti che parcellano sotto i mille euro.
… il mio commercialista percepisce 1200 euro l’anno per gestire la mia partita iva e sono in un regime fiscale ordinario.
Faccio grafica pubblicitaria e siti internet da 4 anni. Lo scorso anno(2009) ho portato al mio commercialista 37 fatture da me emesse per un totale di poco più di 15mila euro. ne avro portate una ventina da scaricare….
In questi 3 anni MAI mi è stato segnalato il regime dei minimi… premetto che purtroppo ho poco lavoro e NON FACCIO NERO… quelli sono i miei reali introiti.. per me, alla fine dell’anno, restano solo briciole (quest’anno ho avuto un utile di neppure 3000 euro.. perchè affitto, telefono e adsl, benzina e quant’altro la pago anche io…)
… mio cognato ha lo stesso commercialista, spende quasi lo stesso importo mio (1500 euro), ma lui, bravo a lavorare a differenza mia, fattura 200 mila euro l’anno, emette quasi 800 fatture ed acquista anche materiali che vanno regolarmente registrati nella fatturazione da scaricare.

Ora… i miei 100 euro al mese per la mia contabilità sono tanti.. sopratutto se paragonati ai suoi 125…
..

L’impatto economico del commercialista per la mia attivita è notevole, per mio cognato irrisorio.

Soluzione??
Avere semplicemente un “contabile”…. e non un commercialista…

Ad un “DOTTORE commercialista” ci si dovrebbe rivolgere solo quando si hanno esigenze fiscali che superano la semplice contabilità… e dico DOTTORE perchè è giusto che sia così…
Il ragionere faccia il contabile…..
..
@ Fulvio…
Sei stato etico sino al penultimo post… poi ti sei fatto pubblicità… ed anche tu sei entrato “nella tariffa econmica” e sei entrato a far concorrenza … come la chiami tu… <>

11 agosto 2010, 15:04

Racconto anche a voi cosa mi è successo, sempre in tema di commercialisti. Mi chiamo Alice, sono una traduttrice e lavoro con il mio partner traduttore Thomas. Ufficialmente la faccenda riguarda lui, ma scrivo io perchè sono italiana.
1) il racconto, mandato anche all’ordine dei commercialisti;
2)La email mandata agli avvocati assoldati dalla commercialista:

1)Buongiorno,

vorrei ricevere informazioni riguardo la legittimità della parcella propostami da una commercialista di Trieste.
Mi sono recato dalla commercialista per la trasmissione telematica della dichiarazione doganale di 2 fatture il 26 Luglio (data di scadenza) in quanto avevo avuto dei problemi ad abilitare il servizio telematico doganale e non volevo ritardare la trasmissione.
Non avendo i dati completi per la seconda fattura, è stato eseguito l’invio per una sola fattura. Il servizio, tra chaicchiere varie, è durato mezzora. Non abbiamo concordato il compenso e a fine servizio mi è stata presentata una fattura dell’ammontare di 100 Euro IVA inclusa. La commercialista ha precisato che la parcella includeva l’ invio dei dati della seconda fattura che sarebbe stato eseguito il giorno seguente una volta comunicategli i dati mancanti. Ho trovato la tariffa sproporzionata al servizio e, scioccato, sono uscito dall’ufficio dopo aver pagato 50 Euro. Il giorno dopo, l’Ufficio delle dogane mi ha spiegato come risolvere per conto proprio l’invio della dichiarazione doganale e, a titolo informativo, mi ha detto che il prezzo applicato dalla commercialista era ridicolo.
Ho provveduto immediatamente ad informare la commercialista del fatto che la seconda parte del servizio non era più necessaria e che quindi ritenevo il servizio saldato, avendo pagato metà di quanto richiesto nella fattura. La commercialista in disaccordo con la mia interprtetazione dei fatti mi ha sollecitato al pagamento dell’intera somma, alché io ho dichiarato che non intendevo pagare per intero un servizio reso a metà. Ho anche commentato il fatto che ritenevo la tariffa, non previamente concordata, sproporzionata al servizio in questione. La sigora ha espresso l’intenzione di rivolgersi ad un legale, ho quindi provveduto a mandare una lettera di contestazione per rendere ufficiale la mia posizione. Ora mi è arrivata la lettera del legale, che mi invita a saldare la fattura della commercialista e a pagare 100 Euro per l’intervento legale.
Aggiungo che le due fatture di cui dovevo fare la dichiarazione ammontavano ad un totale di 200 Euro e che, come confermato dall’Ufficio doganale, se avessi provveduto all’invio per conto mio- in ritardo- avrei pagato 52 Euro di multa.
Il legale menziona l’articolo 2233 CC, per cui mi rivolgo a voi per ricevere chiarimenti riguardo alla legittimità dell’importo della parcella della commercialista. Mi chiedo anche perchè mai dovrei pagare qualsiasi cifra propostami senza preavviso e perchè io non possa in ogni caso recedere dal servizio, ad esempio in base all’articolo 2237 CC ???

Vi ringrazio dell’attenzione e Vi prego di rispondermi quanto prima, in quanto ho 7 giorni per agire.

Thomas James Keeler
traduttore libero professionista

2) http://www.meetup.com/beppegrillotrieste/messages/boards/thread/9541891/

11 agosto 2010, 15:07

Dal link pubblicato nel mio post precedente:

“Premetto che sono sicura che non tutti gli appartenenti alle due categorie sono da biasimare, ma molti si. Scriverò di più su questo tema e organizzerò una raccolta firme probabilmente, sia anche solo per dare la possibilità a certi commercialisti e avvocati di dissociarsi dall’atteggiamento arrogante e ingiusto degli attori della vicenda sottoriportata. Questa è una lettera, anzi e-mail, mandata a due avvocati, fratelli, che hanno sottoscritto un sollecito di pagamento di una fattura emessa da una commercialista di Trieste e che si dice io dovrei pagare, ma che ritengo giusto contestare perchè non ho ricevuto il servizio completo a cui la fattura fa riferimento ed il prezzo era, a priori, eccessivo.
Avevo scritto anche qui qualcosa, ma era proprio agli esordi:
http://myforum.savvyt….

ECCO QUI LA PETIZIONE: http://www.petizionio...
Mettete un nome o cognome, possibilmente entrambi, ma soprattutto che cosa fate nella vita.
PETIZIONE

E_MAIL senza nomi:

Gentili avvocati SSSSS e MMMMM,

Vi chiamo Gentili perchè è così che si dice, ma da qui in poi lascerò da parte inutili formalismi e formule trite e ritrite.
Vi scrivo via e-mail in quanto non ho nessuna pretesa che quanto ho da dirvi abbia un qualche impatto “legale”. Ho, o meglio abbiamo, ricevuto la vostra raccomandata in merito al caso della fattura della sig. OOONNN nei confronti di Thomas James Keeler. Scrivo quindi per conto del sig. Thomas James Keeler, mio partner di vita e di lavoro, per facilità di comunicazione ed essendo stata presente nello studio della commercialista durante l’erogazione del servizio oggetto della contestazione.
Vengo al dunque:
Pensate che l’aver apposto la vostra firma su di una lettera ci faccia passare automaticamente dalla parte del torto?
Non trovo niente di sbagliato, illegale, “dilatorio”, né “defatigatorio”, nel rifiutare di pagare integralmente un servizio che non abbiamo ricevuto integralmente e che è stato perdipiù quantificato in un importo non prevedibile, non concordato e sproporzionato al servizio a cui fa riferimento.

Sunto dello svolgimento dei fatti:
Ci siamo recati dalla commercialista per la trasmissione telematica della dichiarazione doganale di 2 fatture il 26 Luglio (data di scadenza per la dichiarazione intrastat) in quanto avevo avuto dei problemi ad abilitare il servizio telematico doganale e non volevo ritardare la trasmissione.
Non avendo i dati completi per la seconda fattura, è stato eseguito l’invio per una sola fattura. Il servizio, tra chiacchiere varie, è durato mezzora. Non abbiamo concordato il compenso e a fine servizio mi è stata presentata una fattura dell’ammontare di 100 Euro IVA inclusa. La commercialista ha precisato che la parcella includeva l’invio dei dati della seconda fattura che sarebbe stato eseguito il giorno seguente, una volta comunicategli i dati mancanti. Abbiamo trovato la tariffa sproporzionata al servizio e, scioccati, siamo usciti dall’ufficio dopo aver pagato 50 Euro. Il giorno dopo, l’Ufficio delle dogane mi ha spiegato come risolvere per conto proprio l’invio della dichiarazione doganale e, a titolo informativo, mi ha detto che il prezzo applicato dalla commercialista era ridicolo.
Ho provveduto immediatamente ad informare la commercialista del fatto che la seconda parte del servizio non era più necessaria e che quindi ritenevo il servizio saldato, avendo pagato metà di quanto richiesto nella fattura. La commercialista in disaccordo con la mia interpretazione dei fatti mi ha sollecitato al pagamento dell’intera somma, alché io ho dichiarato che non intendevo pagare per intero un servizio reso a metà. Ho anche commentato il fatto che ritenevo la tariffa, non previamente concordata, sproporzionata al servizio in questione. La signora ha espresso l’intenzione di rivolgersi ad un legale, ho quindi provveduto a mandare una lettera di contestazione per rendere ufficiale la mia posizione. Ora mi è arrivata la vostra lettera, che mi invita a saldare la fattura della commercialista e a pagare 100 Euro per l’intervento legale.
Aggiungo che le due fatture di cui dovevo fare la dichiarazione ammontavano ad un totale di 200 Euro e che, come confermato dall’Ufficio doganale, se avessi provveduto all’invio per conto mio- in ritardo- avrei pagato 52 Euro di multa.

Meno male che la funzione primaria dei -commercialisti- sarebbe quella di favorire il commercio…

COMMENTI DI NATURA PERSONALE:
Abbiamo da poco avviato la nostra attività di liberi professionisti nel campo della traduzione. Stiamo cercando di avviare la nostra attività con impegno e spesso lavoriamo di notte per poterci concentrare (visto che abbiamo una bambina di 19 mesi). Per guadagnare 100 Euro ci vogliono diciamo 4 ore di lavoro, qualche volta di più (noi non scanniamo i clienti con cifre improponibili come voi sembrate pensare sia lecito fare).

E io dovrei pagare 100 Euro per una dichiarazione intrastat relativa a 2 fatture di 100 Eur l’una, eseguita in una ventina di minuti? Tanto vale che neanche ci lavori con l’estero a questo punto (e qui ritorniamo al discorso della funzione primaria dei commercialisti). E che non mi si venga a dire che dietro a quei 20 minuti ci sono anni di studio perché abbiamo studiato tutti ma non per questo siamo diventati avidi.
Non solo, dovrei ora pagare voi avvocati per essermi difesa da una tale ingiustizia?

Se la risposta a queste due domande è si, vergognatevi.

Mi sono comunque rivolta all’Ordine dei commercialisti e sono in attesa di una loro risposta. Pubblicherò questo fatto su un giornale che mi ha già dato il consenso e provvederò alla traduzione dello stesso in inglese e sloveno per la pubblicazione in quotidiani esteri, che saranno sicuramente interessati a sapere quanto in basso è finita una categoria, quella dei commercialisti, che esiste solo in Italia.”

11 agosto 2010, 15:12

ultima corrispondenza, che invierò oggi agli avvocati con raccomandata questa volta (ho ripreso alcune delle loro diciture, tanto per sorridere):

RACCOMANDATA A.R.

Con la presente sono a comunicarvi che
-a nulla rilevano le affermazioni con Vostra dd. 03/08/2010 presentate con tono evidentemente intimidatorio e di contenuto per niente informativo dei diritti e doveri delle due parti in questione, con eccezione del rimando all’art. 2233 cc.
-non provvederò al pagamento dei 50 Euro erroneamente esatti dalla Sig.ra Nnnnnn, né ai 100 Eur per il Vostro intervento legale richiesto dalla Sig.ra Nnnnnn, in quanto per i principi del buon senso e anche in base agli articoli del Capo II, Libro V del CC:

-Ho diritto a recedere dalla prestazione di un servizio il cui prezzo è superiore alla sanzione a cui sarei andato incontro se non avessi provveduto alla dichiarazione intrastat entro i termini previsti, quest’ultima la ragione per cui avevo richiesto il servizio, e ritenendo la tariffa applicata potenzialmente irregolare;

-Non sono inadempiente avendo già pagato l’opera svolta fino al momento della recessione. Inoltre non era stato fissato alcun appuntamento né disponibilità di tempo per l’esecuzione della seconda parte del servizio e non vi è quindi alcun mancato guadagno da parte del prestatore;

-La tariffa applicata dalla commercialista Nnnnnn sembra sproporzionata e inadeguata al servizio fatturato (art. 2233 CC) e sembra non rispecchiare i principi e le tariffe stabilite dall’Ordine dei commercialisti; ne va quindi quantomeno appurata la correttezza.

Inoltre
- Penso di avere il diritto ad informarmi e la vostra scadenza per il pagamento non me lo permette visti i tempi di risposta degli organi competenti (È stato interpellato l’Ordine dei commercialisti il giorno stesso della ricevuta del Vostro sollecito);
- la tempistica da voi stabilita per il pagamento non sembra riflettere nessun obbligo di legge o perlomeno tale obbligo non è stato da Voi opportunamente specificato.

PAG 2 DI 3

Riporto qui sotto lo svolgimento dei fatti per completezza e invito Voi o la Signora Nnnnnn a rimborsarmi le spese sostenute per la spedizione di comunicazioni in difesa dei miei diritti, nonché a porgermi le Vostre scuse per aver definito i miei intenti dilatori e defatigatori e per aver assunto impropriamente un tono intimidatorio nel sollecitarmi a pagare una somma che fino a prova contraria non devo a nessuno.

11 agosto 2010, 15:14


SUNTO..
Non avendo i dati completi per la seconda fattura a causa della ritardata comunicazione da parte del committente, è stato eseguito l’invio per una sola fattura. Il servizio, tra chiacchiere varie è durato mezzora. Non abbiamo concordato il compenso e a fine servizio mi è stata presentata una fattura dell’ammontare di 100 Euro IVA inclusa. La commercialista ha precisato che la parcella includeva l’invio dei dati della seconda fattura che sarebbe stato eseguito il giorno seguente, o comunque quando il committente sopra-citato avrebbe finalmente comunicato i dati mancanti….

ETC ETC

CORDIALI SALUTI

akasha
11 agosto 2010, 17:07

andè allo studio del sindaco di gorizia….

Muscoletto
20 agosto 2010, 10:41

Salve,
sono capitato sul questo blog perché anche io, così come chi mi ha preceduto, sono in cerca di informazioni e preventivi a causa della non rinviabile esigenza di cambiare il mio consulente.
Leggendo i commenti lasciati dai vari commercialisti non vi nascondo che spesso ho sorriso (amaramente)… sono anni che ascolto le “solite” giustificazioni per parcelle a dir poco esorbitanti e sono anni che non riesco proprio a comprendere per quale motivo questi professionisti pretendono di scaricare sui propri clienti i costi di gestione senza considerare che non tutte le aziende che si seguono richiedono, da parte loro, gli stessi carichi di lavoro… principio che nella sua ovvietà ritengo a dir poco banale: se lavoro 4 ore non posso pretendere di essere pagato per 10. Chiaro che un cliente dovrà contribuire al pagamento delle spese per far si che il nostro caro amato consulente possa avere un ufficio con adsl, riscaldamento, computer, abbonamento al sole 24 ore, previdenza e tasse … ma sempre tenendo presente che i costi fissi vanno proporzionati all’entità del lavoro che si esegue. Al contrario, invece, ho la netta impressione che il mio commercialista voglia farsi pagare dal sottoscritto e da altri malcapitati buona parte delle spese di gestione della sua baracca mentre a me, normalmente, viene detto:

“Hai costi fissi troppo alti? Non riesci a stare nel “mercato”? Bene!!! Sono cavoli tuoi capire come abbatterli o se come e quando cambiare mestiere! ”

Anche io opero nel campo della comunicazione e non starò qui a snocciolare il mio CV fatto di lauree, master, corsi di specializzazione e certificazioni varie (dalla serie: “i professionisti dottori, qualificati, che hanno seguito un certo percorso formativo e che hanno superato signor esami con le palle non sono solo coloro che si sono iscritti alla facoltà di economia e commercio”) e per scelta del consulente di cui sopra nel 2008 sono passato da partita iva uninominale a srl (che so benissimo comportare adempimenti e costi contabili più elevati). Premetto che così come scritto da qualcun altro anche il mio commercialista ha sempre teorizzato che grazie a lui avrei avuto al mio fianco un consulente che mi avrebbe aiutato a compiere scelte strategiche e che mi avrebbe ben consigliato per il buon proseguo della mia attività aiutandomi anche ad acquisire qualche nuovo cliente … ma fatti alla mano, oltre a prendersi le fatture e a mandarmi via mail, a mezzo delle sue varie collaboratrici, le sue parcelle e gli F24 dei vari adempimenti (che provvedo a pagare io altrimenti mi sarebbero costati 5,00€ cadauno) non ha mai e sottolineo MAI fatto altro e ho sempre dovuto piangermela da solo!!

Considerando che il sottoscritto ha una contabilità fatta di (anno 2009):
- meno di 30.000 euro di fatture in uscita (12 fatture)
- più di 10.000 euro di fatture in entrata (56 fatture)
- 2000 euro circa (e sono fortunato) per la gestione della mia struttura;
- 700 euro circa per costi fissi per adempimenti quali: tassa concessione governativa, camera commercio, vidimazioni , ecc ecc
Come considerate la ricezione da parte del mio commercialista di una fattura mensile siffatta:
Consulenza contabile e fiscale relativa al periodo 01.03.2010 ‐ 30.04.2010 – € 300,00
Elaborazione certificazione sostituti d’imposta anno 2009 – € 30,00
Visura ordinaria – € 10,00
Ravvedimento operoso delega F24 – € 30,00
Spese generali studio – € 30,00
AI QUALI AGGIUNGERE IVA E RITENUTA D’ACCONTO

N.B. : la redazione del bilancio della mia srl non è incluso ma pagato a parte per € 500 + iva + ritenuta

Io dico che il mio conto in banca urla giusta vendetta e che i commercialisti non possono pretendere di vivere sul pianeta marte mentre tutto il resto del mondo economico/professionale/imprenditoriale è costretto a confrontarsi con ben altre difficoltà a maggior ragione quando, come nel mio caso, si proviene da realtà particolarmente difficili come il Meridione d’Italia.
Saluti.

P.S.
Qualunque professionista voglia propormi il suo preventivo può scrivermi all’email indicata

Muscoletto
20 agosto 2010, 10:45

Che sarebbe questa: s.muscoletto@libero.it

Ancora saluti! :)

grillo
22 settembre 2010, 08:08

per Muscoletto.
Credo che spesso, per motivazioni non sempre trasparenti, non venga ben inquadrata la propria posizione contabile-fiscale, fra le varie alternative concesse dal nostro “beneamato” legislatore.
Prova ne è il fatto che molti non sanno del nuovo regime dei minimi.
Anche nel caso del sig. Muscoletto mi sembra che avere una srl per gestire 12 fatture ed un introito di circa € 30.000 l’anno, sia veramente eccessivo.
Senza entrare nel merito della tariffa attualmente richiesta, è giusto evidenziare che per il solo fatto di avere una “srl” è necessario avere una contabilità cosiddetta “ordinaria” registrando anche tutte le movimentazioni finanziarie (incassi, pagamenti, ecc…) tenere gli opportuni registri (libro giornale, inventari, ecc…), depositare un bilancio presso la CCIAA competente con relativa nota integrativa e verbale di approvazione.
Credo che tutto questo abbia un costo, mentre una semplice contabilità minima, come giustamente detto nei precedenti interventi non costerebbe più di € 1000/anno.
Allora bisognerebbe porsi alcune domande.
Quali sono i motivi che hanno portato alla scelta di avere una srl?
Sono stati preventivamente valutati i costi che avrebbe comportato una simile decisione?
Ci sono altre motivazioni (magari non economiche) che consigliano tale scelta?
Solo rispondendo a queste e ad altre domande, che un corretto professionista deve porre al proprio cliente, si può intraprendere quella giusta intesa fra cliente e professionista che deve stare alla base del rapporto di consulenza; altrimenti è come andare al mercato, si compra dove costa meno.
Grillo

new entry
18 gennaio 2011, 19:24

Io faccio volentieri tariffe di 500/1000 euro, però se arrivano degli accertamenti, delle cartelle di 2 o 3 mila euro, se vi fermano l’auto per via di cartelle incomprensibili, non voglio sentire niente e son tutti problemi vostri.
Chi ci sta?

Alice
18 gennaio 2011, 19:49

ma chi ha scritto ‘sta new entry? ma sai leggere o ti dobbiamo pagare anche per capire?

19 gennaio 2011, 19:18

Al mio carissimo amico e commercialista per gestire la mia partita iva (sono un artigiano) pago 1.200 euro annui su 34.500 euro.

Preferisco non fare discussioni, poemi o romanze inutili come chi ha scritto in precedenza su questo articolo, ma vi voglio solamente dire che io diffido dai commercialisti che si svendono per 500-600 euro l’anno perchè non mi sembra giusto che ci sia questa sorta di vendità-a-basso-costo della propria professione.

Imparate a rispettare la vostra professione e i vostri colleghi.

Saluti a tutti

lalà
31 gennaio 2011, 01:13

invece il post di “new entry” è simpaticissimo. e sardonico.

12 marzo 2011, 15:32

SONO UNA CONSULENTE DEL LAVORO DI NAPOLI ,LA MIA POSIZIONE E QUELLA DEGLI ALTRI MIEI COLLEGHI E’DAVVERO UMILIANTE
LA NS ATTIVITA’ FATTA CON PROFESSIONALITA’ ED ONESTA’ CI IMPEGNA 24 ORE AL GIORNO E PER 365 GIORNI ALL’ANNO E NON PUO’ ESSERE CONSIDERATA SOLO PER IL PREZZO.
IO CERCO DI FORNIRE AI MIEI CLIENTI PROFESSIONALITA’,DISPONIBILITA’ ED ECONOMICITA’. I NUOVI CLIENTI POTRANNO PROVARE I MIEI SERVIZI GRATUITAMENTE PER RENDERSI CONTO DELLA MIA PROFESSIONALITA’.
TUTTO CON LA MASSIMA TRASPARENZA

denis
21 giugno 2011, 22:38

toglietemi una curiosità……quando vuole un commercialista per assistenza durante la costituzione di una s.r.l., assistenza ad acquisto ramo d’azienda e consulenza?

maria anna
8 agosto 2011, 16:15

salve
sono una giovane commercialista della provincia di salerno di 30 anni
penso ke la nostra professione sia molto impegnativa, ma poco apprezzata, molti pensano solo al guadagno senza pensare alle vere esigenze del cliente

se vi può interessare le mie tariffe partono da € 400,00 l’anno (meno di 40,00 € mensili)
ora si fa tutto on line, quindi non è un problema se svolgete la vostra attività lontano

Andrea 77
25 agosto 2011, 18:07

Ciao, sono un’artigiano della provincia di novara di 34 anni, giusto oggi mi è arrivata la parcella trimestrale del mio commercialista, che oltre al fisso di 180/190 € a trimestre conteneva le seguenti voci:

-compenso per redazione ed invio telematico Mod. 770/S 2011 € 80

-compenso concordato per redazione ed invio telematico Mod. UNICO 2011 per redditi 2010, IVA, IRAP € 420.

Visto che io in materia sono ignorante, volevo lumi da parte vostra per sapere se questi prezzi sono congrui oppure no.

Senza contare il fatto che 420 € per tre operazioni a me sembrano tantini.

28 agosto 2011, 15:09

Salve Sig. Andrea77 ho letto il suo commento e le dico che il mio compenso è inferiore a quello da lei descritto, ma questo penso che dipenda anche dal luogo in cui opera il suo Commercialista che pratica dei prezzi piu’ alti.

22 settembre 2011, 18:46

Capito su questo blog per caso e leggo i vari interventi, non condividendoli assolutamente direi. io sono un commercialista iscritto all’albo e tra mille difficoltà, sto cercando di avviare un mio studio.
Cercherò di essere il piu’ possibilmente schematico per rendere piu’ chiari gli aspetti che mi lasciano piu’ perplesso

Come premessa vi dico che i miei prezzi sono piuttosto contenuti rispetto agli altri studi della mia zona, sia perchè cerco di attirare clienti, sia perchè lavorando da solo, riesco a contenere al massimo i costi di struttura e pertanto posso chiedere ai miei clienti un prezzo minore, almeno per ora.

A titolo indicativo

contribuenti minimi 800 euro anno
imprese individuali da 1200 euro anno
società di persone da 2500 euro anno
società a resp lim. da 4500 euro anno

ho già il presentimento che qualcuno contesterà sulla convenienza di questi prezzi, ma conti alla mano e considerando il numero di contabilità che posso gestire autonomamente (le 60 contabilità che il mio collega indicava prima per me sono già troppe per un commercialista solo, perlomeno lo sono se si vuole veramente ‘seguire’ il cliente), comunque, questi sono i miei rilievi:

1. Il compenso del commercialista non puo’ basarsi principalmente sul fatturato del cliente; a livello operativo un cliente che fattura 30.000 euro puo’ occupare lo stesso tempo di un cliente che ne fattura 300.000. il ragionamento, pertanto deve partire dal tempo che questo cliente occupa

2.Il fatto di avere ’12′ fatture emesse all’anno non significa che questo esenti da tutti gli adempimenti del caso, quali liquidazioni iva, dichiarazione dei redditi – iva – irap, tenuta della contabilità, pagamento dei modelli f24, consulenza fiscale anche telefonica o email (tutti i miei clienti hanno il mio numero di cellulare. Ergo: se andate da un concessionario a comprare un’automobile, non potete pretendere che ve la vendano a metà prezzo di un altro acquirente che guadagna il doppio di voi… non so se mi spiego…

3. Buona parte del tempo di un commercialista (se iscritto all’albo e professionalmente serio) è dedicata alla formazione continua, quindi quotidiana lettura di giornali dedicati (sole24ore, italia oggi, ecc) e frequenza obbligatoria di corsi di aggiornamento (obbligatoria e auspicabile. La tariffa oraria del professionista risente anche di questa necessità di ore a vuoto. Nessun professionista serio lavora a mo’ di catena di montaggio

4. Tra i costi del professionista che non ho visto mai elencati ci sono appunto i corsi di formazione (almeno 2000 euro l’anno, senza considerare il tempo ad esse dedicato)e quelli di un ASSICURAZIONE PER RESPONSABILITA’ che dubito tanti sedicenti consulenti da 300 euro all’anno abbiano. Gli stessi software di contabilità non costano meno di 1000-1500 euro l’anno, a meno che non si utilizzino software minimali con la moltiplicazione del rischio di errore

5. Questo è un PUNTO CHE VALE PER TUTTE LE ATTIVITA’: Il fatto che in italia ci siano moltissime partite iva con un fatturato medio di 30.000 euro e con utili al netto di imposte e contributi da 10-12 mila euro (da fame) non significa che anche tutti gli altri debbano guadagnare allo stesso modo. Io non dico certamente che uno debba arricchirsi ingiustamente, ma conti alla mano, una professionista per vivere degnamente, considerando anche oneri fiscali e rischio d’impresa, dovrebbe guadagnare almeno 30.000 anno (come utili a cui togliere imposte e contributi). Se il reddito della vostra occupazione principale è molto piu’ basso (e non avete alcuna speranza di migliorarlo) allora da professionista vi consiglio di cambiare attività: è crudele dirlo, ma purtroppo questa è la realtà delle cose.

6. Tanti parlano di ‘casta dei commercialisti’, quando la nostra categoria è la piu’aperta delle professioni: chiunque, svegliandosi la mattina, puo’ mettersi a fare gran parte delle cose che noi abitualmente facciamo, con il solo onere (gratuito se si fa autonomamente poi..) di aprire la partita iva all’agenzia delle entrate.

7. LA PROFESSIONALITA’ SI PAGA.. se un commercialista fa pagare 2.000 euro ad un imprenditore che ne ricava 30.000 allora presumibilmente significa che il servizio che lui offre è qualitativamente alto, non che necessariamente sia un ladro. D’altra parte l’imprenditore dovrà essere messo nelle condizioni di ‘sentirsi tutelato ed in mani sicure’. Nessuno vieta a nessuno di cercare di risparmiare qualcosa, qualora lo ritenesse opportuno, ma è necessario capire che prezzi considerevolmente minori significano un servizio a volte anche molto peggiore.

Scusate la lunghezza del mio post. Spero abbiate gradito

Gian A
29 settembre 2011, 11:04

Buongiorno a tutti. Come altri, sono capitato in questa discussione casualmente. Premetto che svolgo la professione da diversi anni.
Spiace veder mercanteggiare il lavoro, sembra più una “borsa”, un “chi offre di meno” a scapito di un riferimento adeguatamente serio. Fermo restando che talune offerte lette in questa pagina siano tutte da verificare (anche se si riferiscono a circa 3 anni fa), ho comunque fatto una ricerca web di contabilità on line, e devo dire che tra coloro che indicano un prezzo, i valori sono, direi, oltre la media. Un esempio è uno studio online che, trascurando lo slogan “..ditta individuale in semplificata, indipendentemente dal regime fiscale…” (!), propone un costo annuo fisso di c.a 700 euro e in aggiunta una percentuale poco sotto l’unità sul fatturato. In sostanza un costo annuale di un migliaio di euro per una ditta da 30.000 euro di fatturato. Tenuto conto che le contabilità on line al momento sono rivolte in particolare a piccole realtà (piccole per mole di lavoro), non mi sembrano prezzi tanto concorrenziali. A parte che non ho ancora capito cosa succede se l’ADE invia un avviso bonario per mancato abbinamento di un F24 (responsabilità dell’Ente) ad un soggetto di Gorizia che si fa assistere dallo studio online di Pisa (e non è vero che l’Agenzia di Pisa in questo caso risolve su Gorizia, non sono tenuti a farlo e non sempre è fattibile), mi sembra che la cifra richiesta non sia con tutto quel risparmio che si va cercando.
Chi fa questo genere di lavoro, sa quante difficoltà incontra ogni giorno, senza considerare poi i rapporti con gli enti, la cui assistenza tante volte, almeno per me, passa in cavalleria. Però non vedo come mai questa categoria sia l’unica a dover giustificare la remunerazione del proprio lavoro: non così per un notaio, un geometra, un architetto e così via. Solo perchè il nostro lavoro non è materialmente visibile, dovrebbe essere eseguito gratis.
Sui tariffari invece, direi che un conto è una “indicazione di massima” del costo della prestazione, che comunque è a “misura” del cliente e della sua attività, un conto è quantificare a priori il costo della prestazione per una determinata attività. Per esperienza, sono tante le persone che dicono “ho tre cose da registrare”, concordi la cifra e poi per la sola liquidazione IVA del mese impiego mezza giornata.

Mi scuso per la polemica o i paragoni, ma ci tenevo a portare anche il mio pensiero.

10 gennaio 2012, 20:49

Buongiorno a tutti,
ho visitato oggi questo sito perché ho appena avuto una discussione con il mio commercialista:
in pratica sono un lavoratore dipendente che, per arrotondare lo stipendio, pubblica delle applicazioni per iPhone. Per adempiere agli oneri fiscali ho dovuto aprire una partita iva (200 euro) regime dei minimi. La Apple mensilmente mi fa un bonifico relativo alle applicazioni vendute, io devo generare delle auto-fatture ( in un anno 12 fatture che io emetto) in totale nel 2011 circa 2000 euro. il mio commercialista l’ho visto a marzo, quando ho aperto la partita iva e a dicembre per consegnargli le mie fatture.
oggi mi arrivano le spese per gli oneri professionali relativi al 2011 del mio commercialista (quali?) 740 euro + 200 euro già pagati per l’apertura della partita iva, ovviamente quando dovrò presentare il modello unico occorrono altri soldi, che non sa quantificare.
Luca.

Cristian
11 gennaio 2012, 10:09

Caro Luca,

per quel che posso dirti io il prezzo applicato dal tuo commercialista è onesto (se nn ho capito male sono 740 euro annui per la gestione annuale ‘all inclusive’ di un contributente minimo, io solitamente nel compenso inserisco anche il modello unico). Non penso sia corretto attriburire delle colpe ad un professionista che, pur cercando di tenere in considerazione l’eventuale redditività di un cliente, deve quantificare il compenso anche in base ai costi che la sua attività comporta ed al tempo che egli impiega per il cliente: in poche parole, sotto certi livelli di compenso la gestione di un cliente diventa anti-economica (si rischia cioè di lavorare a guadagno zero o addirittura in perdita). Deve esserci consapevolezza che l’apertura di una partita iva comporta dei costi fissi da considerare che vanno valutati dal principio. Personalmente ad un cliente che avesse in previsione di fatturare circa 2.000 euro annui sconsiglierei vivamente di aprire una partita iva perchè palesemente con i ricavi si coprono a malapena i costi di gestione: probabilmente questo il tuo commercialista avrebbe dovuto spiegartelo più chiaramente

dimaco il discolo
11 gennaio 2012, 10:16

la mia commercialista è un drago, veramente. una con le palle quadrate e anche se mi costasse il doppio di quanto la pago non rinuncerei a leiper nulla al mondo.

se vuoi ti aiuto io
11 gennaio 2012, 10:17

luca contattami al dott81m@libero.it
ho una società di consulenza fiscale che gestisce la contabilità anche on line (tipo il sito di conti pronti)e il prezzo è molto più basso dei 740 € annui
fammi sapere

11 gennaio 2012, 12:15

Contattami vediamo di risolvere il tuo problema in questo periodo di crisi
info@studiodecesaresimona.it

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Il racconto d'inverno

Monfalcone | Teatro comunale di Monfalcone | 13.02.12 – 14.02.12


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