“La Commissione non ha dato nessuna indicazione a nessuna delle parti coinvolte, nè ha preso posizione sulla correttezza delle procedure di valutazione d’impatto ambientale”.
Dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea giunge una comunicazione su quanto accaduto nella riunione del 26 gennaio a Bruxelles. Riunione sulla quale si è scatenata una “guerra” di notizie tra Italia e Slovenia partita dalle dichiarazioni rilasciate all’Ansa dal sottosegretario Menia: “L’Europa ci ha dato ragione, ora la Slovenia ne prenda atto”.
“Effettivamente era una riunione tecnica informale – ribadiscono dalla rappresentanza della Commissione europea in un comunicato inviato a Bora.La -. Il suo scopo principale era di condividere informazioni e comprendere meglio i termini della questione”. E ancora: “La Commissione ha soltanto suggerito che il terminal offshore dev’essere valutato attraverso una valutazione d’impatto ambientale complessiva, che consideri sia gli impianti on e off shore, e il gasdotto. Ha anche preso nota delle preoccupazioni espresse dai funzionari sloveni e dell’informazione resa dall’Italia sulle consultazioni con la Slovenia per adempiere agli obblighi relativi, derivanti dalla normativa europea sull’ambiente e dalla Convenzione Espoo”.







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