Sul dibattito sulla creazione dell’Area Metropolitana della Venezia Giulia, intervengono due politici dell’opposizione. Viene commentata in particolare una proposta di Federica Seganti, della Lega Nord, apparsa qualche giorno fa sul Piccolo.
Ricordiamo che quando si parla di Area Metropolitana, si intende un nuovo ente che assuma le funzioni della Provincia e gran parte di quelle di tutti i Comuni del territorio.
Scrive Fabio Omero, capogruppo Pd in consiglio comunale di Trieste, sul suo blog: “se oggi lasciamo alla Lega il ruolo di guidare la rivoluzione amministrativa, la responsabilità è tutta nostra”. Leggi tutto l’intervento di Omero.
Igor Gabrovec, consigliere regionale della Slovenska Skupnost (Unione Slovena) ci invia il suo comunicato stampa, che copiamo e incolliamo:
Trasformare la Provincia di Trieste in Città metropolitana significa estendere la proverbiale inefficienza del municipio di piazza Unità a tutti i comuni, togliendo ogni residua autonomia gestionale ai territori da Santa Barbara alle Foci del Timavo. Sono perciò sostanzialmente condivisibili le critiche del collega del Pdl Piero Tononi -seppur a tratti mosse da diverse motivazioni- a partire dalla valutazione sulla necessità di non abolire in toto le Circoscrizioni, a tutti gli effetti primo interlocutore del cittadino. Ad oggi in Italia non è stata ancora costituita nessuna delle quindici prospettate Città metropolitane. È curioso che si decida di sperimentare un nuovo giocattolo, che sa molto di alchimia istituzionale, proprio a Trieste, dove le variegate peculiarità del territorio andrebbero invece rispettate, valorizzate ed implementate in una logica di integrazione strategica transfrontaliera, oggi quasi del tutto inesistente.
Anche in occasione della recente tavola rotonda a Muggia abbiamo preso atto delle decise perplessità dei sindaci dei comuni minori, che hanno invece avanzato la necessità di proseguire sulla strada ben battuta dei servizi al cittadino gestiti e coordinati a livello intercomunale. Andrebbe non da ultimo valutato il livello di gradimento dei cittadini nei confronti delle rispettive municipalità e in questo senso ricordo l’iniziativa sostenuta a furor di popolo delle frazioni carsiche, dove sono arrivati a formalizzare la proposta di tagliare i ponti con il Comune di Trieste e chiedere la costituzione di un comune autonomo. Gli amministratori di Trieste si sono rivelati sempre città-centrici, trascurando e dimenticando le istanze delle circoscrizioni carsiche.
C’è poi tutto il discorso del rispetto dei diritti della comunità slovena, ben segnati negli statuti dei comuni bilingui. Come potranno rispettarli e farli propri gli amministratori politici che già oggi inorridiscono al solo pensiero di vedere affiancare un Trst al Trieste?
Aspettiamo di vedere ufficializzata una proposta di legge, attualmente ancora a livello di bozza. Ma se il buon giorno si vede dal mattino, allora per gli enti locali del FVG si prospetta una vera e propria grandinata…







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