Riceviamo e incolliamo dall’associazione Trieste Città Metropolitana Nella sala Millo di Muggia si è tenuto ieri (lunedì 18 gennaio) l’incontro promosso dall’Associazione Trieste Città Metropolitana e ospitato e patrocinato dal Sindaco del Comune di Muggia Nerio Nesladek che ha espresso sentito apprezzamento all’iniziativa. Il Sindaco di Muggia ha espresso apertura all’idea di iniziare un percorso condiviso.
Il prof. Leopoldo Coen propone di lavorare su una bozza di legge che non sia solo un testo preconfezionato ma una stesura eseguita con un work in progress, pur non negando che la creazione dell’istituto della città metropolitana sia opera complessa.
Di aspetti socio-economici dell’area metropolitana ha parlato Uberto Fortuna Drossi che ricorda come nel nuovo istituto si possano trovare grandi opportunità riferite per esempio agli aspetti transfrontalieri, a quelli dell’autonomia fiscale, considerando che nell’organismo di Città Metropolitana esistono già normative vigenti e sono prerogative che la Provincia non ha e non potrebbe avere. Quindi la Città Metropolitana non sostituirebbe la Provincia ma ne assorbirebbe le competenze avendone, con propria caratteristica legislativa, molte altre.
L’assorbimento comporterebbe ovviamente un risparmio sui costi della politica, intesi solo in minima parte con il risparmio delle indennità spesso irrisorie degli amministratori di Comuni piccoli ma soprattutto in risparmi dovuti a sovrapposizioni e corti circuiti delle attività dei diversi enti.
Di necessità di trovare delle soluzioni e di importanza rivolta all’assetto organizzativo e di ragionamento per funzioni ha parlato la Presidente della Provincia. Ha fatto esempi tangibili ricordando le funzioni spezzettate sulle quali spesso si imbatte: la competenza manutentiva delle scuole primarie al Comune e di quelle secondarie alla Provincia; la competenza delle strade del territorio che si intersecano fra competenze comunali e provinciali. Bassa Poropat si esprime più favorevolmente nei confronti di una diversa organizzazione delle competenze fra enti piuttosto che alla costituzione dell’Area metropolitana.
E’ importante però ricordare che l’istituzione di Città Metropolitana ha già norme esistenti che ne permettono la costituzione e che tali norme portano innumerevoli vantaggi economici, fiscali e organizzativi mentre un diverso assetto di competenze non renderebbe più ricco economicamente e più forte competitivamente il territorio giuliano.
Scetticismo condito da ottimismo ha espresso il Sindaco di San Dorligo della Valle Fulvia Premolin esprimendo apprezzamento per il ruolo della Provincia che si pone come coordinatore.
Il Sindaco di Duino-Aurisina Giorgio Ret ha posto invece l’attenzione sulla funzione degli uffici nell’eventuale accorpamento degli enti. Purtroppo da troppi anni i Sindaci dei Comuni piccoli – e non sono del nostro territorio – sono abituati ad operare in difesa della loro fragile realtà. Troppe volte hanno subìto e continuano a subire ricadute pesanti anche sulle decisioni prese senza il loro parere da parte del Comune capoluogo. Per forma mentis faticano a porsi in una visione di protagonismo e partecipazione fattiva che si troverebbero ad avere nella Città Metropolitana. La realtà dei piccoli Comuni lasciati soli purtroppo non ha futuro facile: c’è un grande pericolo di accorpamento per poter sostenere tutti i servizi ai cittadini. Nella Città Metropolitana sarebbero comunque tutelati municipalità, identità, servizi ai cittadini, tradizioni e cultura locali.
(chiarimento per i lettori: il direttore responsabile di Bora.La fa parte del Comitato per l’Area Metropolitana della Venezia Giulia)







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