Trieste. Alpe Adria spa, la società che vede la compartecipazione di Autorità portuale, Regione e Ferrovie, rischia di dover chiudere i battenti, con conseguenze pesanti per il “sistema porto” triestino. L’azienda, infatti, gestisce la maggior parte dei collegamenti ferroviari da e per il porto di Trieste.
E’ l’allarme lanciato ieri mattina dal presidente dell’Authority, Claudio Boniciolli, che in Comitato portuale ha puntato il dito contro la Regione, rea, a suo dire, di avere in sede finanziaria ridotto a 1 milione e 900 mila euro i contributi per il 2010 che dovevano invece essere di 7 milioni e 300 mila euro. Un taglio del 73% dei fondi. Mentre il contributo ordinario sarebbe sceso del 43% (da 2 milioni 100 mila euro a 1 milione 200 mila euro).
“Questo finanziamento – ha spiegato Boniciolli – lo scorso anno aveva permesso l’acquisizione di 5,2 milioni di euro di risorse attraverso la formula del mutuo pluriennale. Senza questi fondi, Alpe Adria rischia la fine”. Un’ipotesi che l’Authority vuole evitare ad ogni costo. Dopo aver criticato il “disimpegno totale” dei vertici della politica regionale – rivolgendosi in particolare al presidente Renzo Tondo e l’assessore ai Trasporti Riccardo Riccardi – Boniciolli ha annunciato che l’Autorità portuale è pronta ad adottare “ogni iniziativa possibile per scongiurare al porto di Trieste l’inevitabile danno a catena che già da febbraio-marzo 2010 si prospetta quale ipotesi concreta, a seguito dell’eventuale ridimensionamento o cancellazione dei servizi intermodali di collegamento col mercato”. 
L’eventuale chiusura di Alpe Adria, infatti, rischierebbe di mettere definitivamente in ginocchio il Molo Settimo, il terminal container gestito dalla “Trieste marine terminal”, che proprio ieri pomeriggio ha ufficializzato l’apertura del procedimento di cassa integrazione per una quarantina di lavoratori a causa del calo dei traffici generato dalla crisi.
(fonti: shippingonline.it e Il Piccolo)


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