Trieste Continuano ad arrivare alla spicciolata le notizie da Copenaghen riguardo le sorti di Luca Tornatore. Il ricercatore residente nel mestrino del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste, arrestato nella città danese dopo degli scontri tra la Politi e i contestatori.
(foto tratta dal sito de
Questo pomeriggio, intanto, una delegazione di ricercatori dell’Ateneo triestino ha consegnato al consolato danese della città giuliana, una petizione per richiedere la liberazione del collega. La prima firmataria di una delle petizioni presenti in rete è Margherita Hack, docente emerita d’astronomia. Non da ultimo, si è mosso anche il Rettore Francesco Peroni che ha scritto una lettera all’ambasciatore danese a Roma, descrivendo Tornatore come una”persona impegnata politicamente e civilmente”.
Tornatore è stato coinvolto in alcuni scontri all’uscita da un incontro di attivisti. In questi giorni tanti dissidenti stanno manifestando parallelamente allo svolgimento della conferenza sul clima di Copenaghen. Secondo delle indiscrezioni, la prova incriminante sarebbe costituita da una fotografia che ritrarrebbe lo stesso ricercatore in procinto di lanciare una molotov. Ma i difensori di Tornatore, e i diversi testimoni presenti, ritengono che ci sia stato uno scambio di identità, basato sul fatto che il soggetto inquadrato in tale documento fotografico, indossa un cappello simile a quello di Luca. Non si vedrebbero chiaramente i lineamenti del volto né i vestiti del violento corrisponderebbero a quelli indossati la sera del 14 dicembre dal ricercatore triestino.
Il processo è stato fissato dalle autorità danesi per il 12 gennaio. Questo significherebbe che il giovane, padre di famiglia, dovrebbe trascorrere il Natale e le festività di fine anno, dietro le sbarre.
Due le opzioni considerate dai difensori del ricercatore. Da una parte i sostenitori della tesi “libero subito”: tra questi la federazione dei giovani comunisti che, sempre questo pomeriggio, ha inoltrato una richiesta al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, e all’Ambasciatore italiano in Danimarca, affinché gli organi competenti “si attivino immediatamente per riportare in Italia questo nostro concittadino, reo solamente di chiedere un mondo più giusto”.
Altra la tesi sostenuta dai famigliari e dai conoscenti più vicini a Luca. Sempre secondo indiscrezioni, infatti, sarebbe da sostenere l’ipotesi del “processatelo subito”. Vista l’inconsistenza delle prove accusatorie, il giovane sarebbe così liberato prima del 12 gennaio.
(l'immagine dal profilo Facebook di Luca)


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