
L’articolo su Globalprject.info:
La delegazione italiana “See You In Copenhagen”, come altre centinaia di persone danesi e straniere questa sera si è recata a Christiania per partecipare ad un dibattito con Naomi Klein e Michael Hardt organizzato dal CJA in preparazione della giornata “Reclaim Power” del 16 dicembre.
A conclusione del dibattito è iniziata una festa e molta gente si è fermata nei vari locali.
All’improvviso la polizia con un blindato e sparando lacrimogeni è entrata dentro Christiania iniziando a fermare le persone e detenendoli.
L’intervento, con l’uso di un elicottero che sorvolava la zona, è avvenuto dopo la costruzione di barricate sulla strada, da parte di qualcuno che poi all’arrivo delle forze dell’ordine è fuggito dentro il quartiere. A questo punto la polizia ha fatto irruzione.
Dalle telefonate che ci giungono la gente viene “selezionata” e fermata a “discrezione totale” della Politi che ha continuato fino a tarda notte a presidiare la zona.
Sono 200 le persone arrestate, 81 delle quali sono attivisti della rete italiana “See you in Copenhagen”.
I fermati sono stati portati a Retortvej.
Nel corso della notte le persone vengono rilasciate. Degli italiani Luca Tornatore viene trattenuto e sarà processato in giornata. Pare che tre poliziotti testimonieranno di riconoscerlo come uno di quelli che ha partecipato a costruire le barricate. Una vera e propria provocazione. Ovviamente qualcuno bisognava tenere per cercare di giustificare un operativo di ingresso e fermi di massa a Cristiania.
Tutto questo succede proprio a meno di 24 ore dalla giornata del 16 dicembre in cui è prevista l’iniziativa Reclaim the power al Bella Center dove si tiene Cop15.

L’appello per la manifestazione di Trieste:
Luca è uno scienzato, uno di quelli che pensa che la scienza non sia neutra, e chi di quei saperi vive, di quei saperi condivide, deve assumersi anche le proprie responsabilità, deve esserci, deve manifestarsi deve dare voce alle preoccupazioni e contenuti tecnici alle mobilitazioni.
Questo lui ha fatto, questo lo ha portato a Copenhagen.
Ancora una volta lo ha fatto da protagonista, era presente nelle assemblee organizzative prima del vertice, ha portato le competenze, la propria professionalità di scienzato che dei cambiamenti climatici si occupa e preoccupa, in questi giorni ha fatto mille interventi in pubblico, nelle assemblee nelle manifestazioni, ancora una volta esposto, non nascosto.
In questo momento è in carcere, vogliono fargliela pagare, vogliono tenerlo in carcere fino al 12 di gennaio e poi processarlo, magari per poi condannarlo.
Non possono permettere che uno come lui rimanga impunito, potrebbe essere contagioso. Magari si rischia che altri scienzati decidano di dire signornò alle multinazionali che pagano la ricerca, che altri diano voce e contenuti alle mobilitazioni ecologiste, che altri esprimano sapere e pensiero critico.
Per questo Luca è in carcere!
Per questo Luca deve tornare libero, assieme a noi, perchè già ci manca, perchè siamo stati capaci in questi ultimi anni di esserci sempre quando qualcuno di noi era “rinchiuso” abbiamo dimostrato che quando uno di noi viene colpito…cazzo no non ci sto, affanculo tutto ma io mi incazzo.
Domani alle 11 andiamo sotto al Consolato danese in Viale miramare 5 (di fronte alla stazione) andiamoci in tanti, chiediamo un incontro con il console, cerchiamo di avvisare colleghi di Luca, universitari, professori, tutto quell’insieme di persone che di solito definiamo Comunità Scientifica.
Bene, la Comunità Scientifica oggi è disposta a lasciare Luca in carcere?
Noi che usiamo termini altisonanti come compagni o fratelli o che cazzo ne sò, siamo disposti a lasciare Luca ancora in carcere.
Sono convinto della nostra risposta e spero di vedervi tutti domani sotto il consolato. E’ importante!!
ore 11 consolato danese viale miramare 5 trieste
andiamo a incontrare il console e chiedere la liberazione di Luca Tornatore



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