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	<title>Commenti a: Il Nolte della discordia</title>
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	<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/</link>
	<description>notizie e opinioni su Trieste, Gorizia e el Litoràl Adriatico</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 13:32:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: bulow</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-165277</link>
		<dc:creator>bulow</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 18:40:46 +0000</pubDate>
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		<description>Le colonne d&#039;Ercole
del novecento

ADRIANO PROSPERI

Nelle prime ore della mattina di venerdì 18 dicembre qualcuno ha strappato via la targa di metallo con la scritta &quot;Arbeit macht frei&quot;, che sovrastava l&#039;ingresso del lager di Auschwitz. È stato un gesto deliberato, preparato accuratamente: solo questo è quel che sappiamo per ora.

Non conosciamo gli autori: ma sappiamo perché l&#039;hanno fatto e come si chiama il loro delitto. Si tratta del furto non di un pezzo di metallo, ma di un simbolo sacro alla memoria dell&#039;umanità. È dunque un reato di lesa memoria umana quello che è stato consumato.
Qualcuno forse si chiederà perché quel simbolo non fosse sorvegliato, perché non ci fosse una polizia speciale a impedire l&#039;azione criminale.

Ebbene, noi non crediamo che si debba proteggere a forza quel simbolo: è l&#039;umanità intera che deve sapere quale soglia altissima di rispetto e di tutela debba alzarsi nella mente di tutti davanti a quel pezzo di metallo. È da lì che deve emanare una forza capace di tenere lontana ogni volontà aggressiva. Come la biblica Arca dell&#039;Alleanza, che si tutelava da sola folgorando l&#039;incauto che allungava la mano per sostenerla, la scritta di Auschwitz deve bruciare gli infami che hanno consumato il sacrilegio.

La scritta &quot;Arbeit mach frei&quot; significa Auschwitz, Auschwitz significa la Shoah: e queste sono le colonne d&#039;Ercole oltre le quali l&#039;umanità intera è entrata in una nuova storia, ha scoperto il paesaggio devastato del mondo nuovo, ha saputo che Dio era morto. A chi voleva continuare a vivere in un mondo dove si respirava un&#039;aria densa delle ceneri di milioni di morti, si impose un solo comandamento: ricordare. Uno solo: ma non fu facile accettarlo.

Nell&#039;opera della ricostruzione, tra le macerie della guerra, i pochi testimoni sopravvissuti alla Shoah incontrarono enormi difficoltà a farsi ascoltare. Il processo lungo e difficile attraverso il quale quella storia è stata non spiegata, non compresa - impossibile comprendere, impossibile spiegare - ma almeno raccontata per ricomposizione di indizi e dati statistici è sufficiente a mostrare la difficoltà di ricordare ma anche l&#039;assoluta necessità della memoria.

È un dovere intollerabile e inevitabile. Che sia intollerabile lo sappiamo bene. L&#039;asportazione della scritta di Auschwitz lo dimostra. Molti sono i percorsi battuti per raggiungere lo stesso effetto: aggiustando l&#039;arredo del campo, inserendovi simboli e presenze religiose istituzionali, mettendo via via a rischio la desolazione di uno spazio che la presenza immateriale di milioni di vite cancellate ha reso l&#039;unico vero spazio sacro della storia umana dopo la cesura irrecuperabile tra passato e futuro che si chiama Shoah.

Perdita di memoria: è questo che si vuole ottenere. Lo tentarono gli aguzzini che cancellarono coi forni crematori l&#039;esistenza delle vittime e si preoccuparono di nascondere le tracce di quel che avevano fatto. Lo hanno tentato poi, in vario modo, gli avamposti dei narratori accademici della storia, con le loro faticose elaborazioni sul &quot;passato che non passa&quot;.

Erano solo le avanguardie di un&#039;umanità che voleva inghiottire a ogni costo quel groppo intollerabile. E tuttavia, da allora, una legge non scritta, incisa nei cuori, ci dice che c&#039;è un solo dovere, una sola legge obbligatoria per chi vuole continuare a vivere nel mondo che ha conosciuto la Shoah: ricordare.

È per questo che ogni anno milioni di visitatori compiono un pellegrinaggio che è l&#039;ultima sopravvivenza del sacro nella quale l&#039;umanità tutta, senza distinzioni di culture o di religioni, è obbligata a riconoscersi: la visita ai lager nazisti, quella minuscola città sacra che occupa uno spazio immenso, quella vasta necropoli senza tombe di cui Auschwitz è la capitale.

È da lì in poi che la storia del mondo è cambiata. Se è vero che ciò che ci costituisce come esseri umani è la memoria, è un fatto indiscutibile che solo lì è nato il legame di memoria che ha unificato la nostra specie. Al di sopra delle appartenenze nazionali e delle identità culturali e religiose, tutti sono obbligati a riconoscersi in quel simbolo e a guardare a quella scritta che oggi è stata rubata.

Noi tutti sappiamo che ricordare la Shoah, ricordare Auschwitz, è l&#039;unico modo che ci rimane per metterci in guardia da noi stessi. Perciò quella scritta deve tornare al suo posto: è un reperto sacro. Né si dovrà sopportare che gli autori di questo crimine contro l&#039;umanità restino impuniti. Il loro atto è un&#039;offesa a milioni di morti, un delitto contro i viventi di oggi e di domani, un attentato al legame di memoria che ci unisce al passato e che vogliamo trasmettere al futuro.

(19 dicembre 2009)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le colonne d&#8217;Ercole<br />
del novecento</p>
<p>ADRIANO PROSPERI</p>
<p>Nelle prime ore della mattina di venerdì 18 dicembre qualcuno ha strappato via la targa di metallo con la scritta &#8220;Arbeit macht frei&#8221;, che sovrastava l&#8217;ingresso del lager di Auschwitz. È stato un gesto deliberato, preparato accuratamente: solo questo è quel che sappiamo per ora.</p>
<p>Non conosciamo gli autori: ma sappiamo perché l&#8217;hanno fatto e come si chiama il loro delitto. Si tratta del furto non di un pezzo di metallo, ma di un simbolo sacro alla memoria dell&#8217;umanità. È dunque un reato di lesa memoria umana quello che è stato consumato.<br />
Qualcuno forse si chiederà perché quel simbolo non fosse sorvegliato, perché non ci fosse una polizia speciale a impedire l&#8217;azione criminale.</p>
<p>Ebbene, noi non crediamo che si debba proteggere a forza quel simbolo: è l&#8217;umanità intera che deve sapere quale soglia altissima di rispetto e di tutela debba alzarsi nella mente di tutti davanti a quel pezzo di metallo. È da lì che deve emanare una forza capace di tenere lontana ogni volontà aggressiva. Come la biblica Arca dell&#8217;Alleanza, che si tutelava da sola folgorando l&#8217;incauto che allungava la mano per sostenerla, la scritta di Auschwitz deve bruciare gli infami che hanno consumato il sacrilegio.</p>
<p>La scritta &#8220;Arbeit mach frei&#8221; significa Auschwitz, Auschwitz significa la Shoah: e queste sono le colonne d&#8217;Ercole oltre le quali l&#8217;umanità intera è entrata in una nuova storia, ha scoperto il paesaggio devastato del mondo nuovo, ha saputo che Dio era morto. A chi voleva continuare a vivere in un mondo dove si respirava un&#8217;aria densa delle ceneri di milioni di morti, si impose un solo comandamento: ricordare. Uno solo: ma non fu facile accettarlo.</p>
<p>Nell&#8217;opera della ricostruzione, tra le macerie della guerra, i pochi testimoni sopravvissuti alla Shoah incontrarono enormi difficoltà a farsi ascoltare. Il processo lungo e difficile attraverso il quale quella storia è stata non spiegata, non compresa &#8211; impossibile comprendere, impossibile spiegare &#8211; ma almeno raccontata per ricomposizione di indizi e dati statistici è sufficiente a mostrare la difficoltà di ricordare ma anche l&#8217;assoluta necessità della memoria.</p>
<p>È un dovere intollerabile e inevitabile. Che sia intollerabile lo sappiamo bene. L&#8217;asportazione della scritta di Auschwitz lo dimostra. Molti sono i percorsi battuti per raggiungere lo stesso effetto: aggiustando l&#8217;arredo del campo, inserendovi simboli e presenze religiose istituzionali, mettendo via via a rischio la desolazione di uno spazio che la presenza immateriale di milioni di vite cancellate ha reso l&#8217;unico vero spazio sacro della storia umana dopo la cesura irrecuperabile tra passato e futuro che si chiama Shoah.</p>
<p>Perdita di memoria: è questo che si vuole ottenere. Lo tentarono gli aguzzini che cancellarono coi forni crematori l&#8217;esistenza delle vittime e si preoccuparono di nascondere le tracce di quel che avevano fatto. Lo hanno tentato poi, in vario modo, gli avamposti dei narratori accademici della storia, con le loro faticose elaborazioni sul &#8220;passato che non passa&#8221;.</p>
<p>Erano solo le avanguardie di un&#8217;umanità che voleva inghiottire a ogni costo quel groppo intollerabile. E tuttavia, da allora, una legge non scritta, incisa nei cuori, ci dice che c&#8217;è un solo dovere, una sola legge obbligatoria per chi vuole continuare a vivere nel mondo che ha conosciuto la Shoah: ricordare.</p>
<p>È per questo che ogni anno milioni di visitatori compiono un pellegrinaggio che è l&#8217;ultima sopravvivenza del sacro nella quale l&#8217;umanità tutta, senza distinzioni di culture o di religioni, è obbligata a riconoscersi: la visita ai lager nazisti, quella minuscola città sacra che occupa uno spazio immenso, quella vasta necropoli senza tombe di cui Auschwitz è la capitale.</p>
<p>È da lì in poi che la storia del mondo è cambiata. Se è vero che ciò che ci costituisce come esseri umani è la memoria, è un fatto indiscutibile che solo lì è nato il legame di memoria che ha unificato la nostra specie. Al di sopra delle appartenenze nazionali e delle identità culturali e religiose, tutti sono obbligati a riconoscersi in quel simbolo e a guardare a quella scritta che oggi è stata rubata.</p>
<p>Noi tutti sappiamo che ricordare la Shoah, ricordare Auschwitz, è l&#8217;unico modo che ci rimane per metterci in guardia da noi stessi. Perciò quella scritta deve tornare al suo posto: è un reperto sacro. Né si dovrà sopportare che gli autori di questo crimine contro l&#8217;umanità restino impuniti. Il loro atto è un&#8217;offesa a milioni di morti, un delitto contro i viventi di oggi e di domani, un attentato al legame di memoria che ci unisce al passato e che vogliamo trasmettere al futuro.</p>
<p>(19 dicembre 2009)</p>
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	<item>
		<title>Di: Paolo Rovis</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161845</link>
		<dc:creator>Paolo Rovis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 12:55:32 +0000</pubDate>
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		<description>49enrico maria milic13 novembre 2009, 10:54
@salvo
ho cancellato i tuoi messaggi in cui dichiari che nolte non aveva tutti i torti, dopo tutto.
nolte nega l’olocausto e per me questo è un reato.
dopo se il comune di trieste o rovis o tu vogliono farsi carico di queste posizioni, si accomodino. ma non qua, su bora.la.

Riporto e intervengo solo perché mi spiace che Enrico, persona solitamente acuta, citandomi semplifichi e banalizzi in modo sorprendentemente becero, attribuendomi posizioni che non mi hanno mai nemmeno sfiorato.

Un tanto precisato, continuo a stupirmi di una cosa. Che un sì fervido dibattito prescinda dal fatto aver ascoltato la conferenza di Nolte al Revoltella.
È come discutere di un libro senza averlo letto e conoscendone appena il titolo o l&#039;autore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>49enrico maria milic13 novembre 2009, 10:54<br />
@salvo<br />
ho cancellato i tuoi messaggi in cui dichiari che nolte non aveva tutti i torti, dopo tutto.<br />
nolte nega l’olocausto e per me questo è un reato.<br />
dopo se il comune di trieste o rovis o tu vogliono farsi carico di queste posizioni, si accomodino. ma non qua, su bora.la.</p>
<p>Riporto e intervengo solo perché mi spiace che Enrico, persona solitamente acuta, citandomi semplifichi e banalizzi in modo sorprendentemente becero, attribuendomi posizioni che non mi hanno mai nemmeno sfiorato.</p>
<p>Un tanto precisato, continuo a stupirmi di una cosa. Che un sì fervido dibattito prescinda dal fatto aver ascoltato la conferenza di Nolte al Revoltella.<br />
È come discutere di un libro senza averlo letto e conoscendone appena il titolo o l&#8217;autore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161294</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:24:45 +0000</pubDate>
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		<description>luigi, puoi provare ad etichettarmi come preferisci
ma qualsiasi etichetta tu mi dia non calza
la necessità di semplificare tutto in bianco o nero si addice a personalità semplificate come la tua
in fondo, caro luigi, lo so. è bello vivere con delle certezze</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>luigi, puoi provare ad etichettarmi come preferisci<br />
ma qualsiasi etichetta tu mi dia non calza<br />
la necessità di semplificare tutto in bianco o nero si addice a personalità semplificate come la tua<br />
in fondo, caro luigi, lo so. è bello vivere con delle certezze</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luigi (veneziano)</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161292</link>
		<dc:creator>Luigi (veneziano)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:15:23 +0000</pubDate>
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		<description>@ salvo

Solo un negazionista chiama la Shoah &quot;religione vincitrice&quot; e l&#039;intero consesso degli storici &quot;custodi dell&#039;ortodossia olocaustica&quot;.

E&#039; vero che Nolte non è un negazionista, ma con le idee dei negazionisti in qualche modo ci ha flirtato. Basta leggersi il suo studio su di essi, contenuto all&#039;interno del volume &quot;Controversie&quot;.

Enrico, ti prego: chiudi questo thread.

Luigi (veneziano)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ salvo</p>
<p>Solo un negazionista chiama la Shoah &#8220;religione vincitrice&#8221; e l&#8217;intero consesso degli storici &#8220;custodi dell&#8217;ortodossia olocaustica&#8221;.</p>
<p>E&#8217; vero che Nolte non è un negazionista, ma con le idee dei negazionisti in qualche modo ci ha flirtato. Basta leggersi il suo studio su di essi, contenuto all&#8217;interno del volume &#8220;Controversie&#8221;.</p>
<p>Enrico, ti prego: chiudi questo thread.</p>
<p>Luigi (veneziano)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161289</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:05:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bora.la/?p=16288#comment-161289</guid>
		<description>milic sei il moderatore? nel qual caso dai una prova di gran democrazia, tu che verosimilmente sei un fautore della stessa
sul fatto che Nolte sia un negazionista, ahimè, sbagli. non l&#039;ha mai detto. i custodi dell&#039;ortodossia olocaustica, quelli che non ammettono neppure se ne discuta storicamente senza giudizi politici di sorta, sono i miei preferiti. puoi studiare, presentare ricerche, puoi anche solo provare a &quot;pensare&quot; domandandoti dei &quot;se&quot; e &quot;ma&quot; senza che la loro fede dogmatica sia scalfita.
uomini con certezze di ferro, questo siete. uomini di fede, la vostra religione vincitrice!
è che un miscredente sulfureo come me non ha fede nè dogmi, crede solo a quello che fa e non a quello che gli raccontano... e non ci sono nè compagni antifascisti nè fascisti da operetta che lo muovono! solo la libertà d&#039;animo.
traggo, poi, le mie conclusioni.
W l&#039;antidemocratico moderatore :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>milic sei il moderatore? nel qual caso dai una prova di gran democrazia, tu che verosimilmente sei un fautore della stessa<br />
sul fatto che Nolte sia un negazionista, ahimè, sbagli. non l&#8217;ha mai detto. i custodi dell&#8217;ortodossia olocaustica, quelli che non ammettono neppure se ne discuta storicamente senza giudizi politici di sorta, sono i miei preferiti. puoi studiare, presentare ricerche, puoi anche solo provare a &#8220;pensare&#8221; domandandoti dei &#8220;se&#8221; e &#8220;ma&#8221; senza che la loro fede dogmatica sia scalfita.<br />
uomini con certezze di ferro, questo siete. uomini di fede, la vostra religione vincitrice!<br />
è che un miscredente sulfureo come me non ha fede nè dogmi, crede solo a quello che fa e non a quello che gli raccontano&#8230; e non ci sono nè compagni antifascisti nè fascisti da operetta che lo muovono! solo la libertà d&#8217;animo.<br />
traggo, poi, le mie conclusioni.<br />
W l&#8217;antidemocratico moderatore <img src='http://bora.la/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: enrico maria milic</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161285</link>
		<dc:creator>enrico maria milic</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:54:19 +0000</pubDate>
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		<description>@ salvo

ho cancellato i tuoi messaggi in cui dichiari che nolte non aveva tutti i torti, dopo tutto.

nolte nega l&#039;olocausto e per me questo è un reato.

dopo se il comune di trieste o rovis o tu vogliono farsi carico di queste posizioni, si accomodino. ma non qua, su bora.la.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ salvo</p>
<p>ho cancellato i tuoi messaggi in cui dichiari che nolte non aveva tutti i torti, dopo tutto.</p>
<p>nolte nega l&#8217;olocausto e per me questo è un reato.</p>
<p>dopo se il comune di trieste o rovis o tu vogliono farsi carico di queste posizioni, si accomodino. ma non qua, su bora.la.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: bulow</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161264</link>
		<dc:creator>bulow</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 21:25:16 +0000</pubDate>
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		<description>per chi non sa l&#039; inglese, traduco il passaggio che ho riportato nel messaggio 46. 

&quot;in una intervista del &#039;96 nolte sostenne che i tentativi dei neo-nazisti di incendiare edifici che ospitavano richiedenti asilo, non dovevano essere  considerati tentato omicidio, ma piuttosto una manifestazione di frustrazione. nella stessa intervista, nolte critico&#039; quegli ufficiali che cercarono di incriminare gli skinhead per tentato omicidio, perche&#039; avrebbero preso una decisione &quot;altamente discutibile&quot;. secondo nolte, c&#039;era una quantita&#039; di ottime ragioni perche&#039; qualcuno volesse incendiare un ostello per rifugiati.&quot;

faccio notare che l&#039; intervista faceva riferimento ad avvenimenti accaduti realmente, e non ad ipotesi accademiche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per chi non sa l&#8217; inglese, traduco il passaggio che ho riportato nel messaggio 46. </p>
<p>&#8220;in una intervista del &#8217;96 nolte sostenne che i tentativi dei neo-nazisti di incendiare edifici che ospitavano richiedenti asilo, non dovevano essere  considerati tentato omicidio, ma piuttosto una manifestazione di frustrazione. nella stessa intervista, nolte critico&#8217; quegli ufficiali che cercarono di incriminare gli skinhead per tentato omicidio, perche&#8217; avrebbero preso una decisione &#8220;altamente discutibile&#8221;. secondo nolte, c&#8217;era una quantita&#8217; di ottime ragioni perche&#8217; qualcuno volesse incendiare un ostello per rifugiati.&#8221;</p>
<p>faccio notare che l&#8217; intervista faceva riferimento ad avvenimenti accaduti realmente, e non ad ipotesi accademiche.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161249</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:27:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bora.la/?p=16288#comment-161249</guid>
		<description>beh considerando lo schifo nel quale versano molte periferie Nolte non aveva tutti i torti, anche se andando all&#039;origine la colpa non è dell&#039;extracomunitario delinquente in sè (che comunque va punito) quanto di chi specula e favorisce i fenomeni migratori. inutile e pericoloso dire chi sia questo qualcuno ma chi è attento al fenomeno e sa leggere senza le lenti dell&#039;ideologia lo sa bene...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh considerando lo schifo nel quale versano molte periferie Nolte non aveva tutti i torti, anche se andando all&#8217;origine la colpa non è dell&#8217;extracomunitario delinquente in sè (che comunque va punito) quanto di chi specula e favorisce i fenomeni migratori. inutile e pericoloso dire chi sia questo qualcuno ma chi è attento al fenomeno e sa leggere senza le lenti dell&#8217;ideologia lo sa bene&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bulow</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161242</link>
		<dc:creator>bulow</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:41:55 +0000</pubDate>
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		<description>In a 1996 interview, Nolte argued that attempts by neo-Nazi skinheads to burn down buildings housing foreign refugee seekers should not be regarded as attempted murder, but rather as an expression of frustration.[247] In the same interview, Nolte criticized those officials who sought to prosecute skinheads for attempted murder as making an “highly questionable” decision; in Nolte&#039;s opinion, there were any number of perfectly good reasons why someone might want to firebomb a refugee hostel.[247]

[247] Heilbrunn, Jacob &quot;Germany&#039;s New Right&quot; pages 80-98 from Foreign Affairs, Volume 75, Issue #6, November-December 1996 page 85.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In a 1996 interview, Nolte argued that attempts by neo-Nazi skinheads to burn down buildings housing foreign refugee seekers should not be regarded as attempted murder, but rather as an expression of frustration.[247] In the same interview, Nolte criticized those officials who sought to prosecute skinheads for attempted murder as making an “highly questionable” decision; in Nolte&#8217;s opinion, there were any number of perfectly good reasons why someone might want to firebomb a refugee hostel.[247]</p>
<p>[247] Heilbrunn, Jacob &#8220;Germany&#8217;s New Right&#8221; pages 80-98 from Foreign Affairs, Volume 75, Issue #6, November-December 1996 page 85.</p>
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	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://bora.la/2009/11/10/il-nolte-della-discordia/comment-page-3/#comment-161225</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:56:45 +0000</pubDate>
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		<description>Nolte sostiene che il fenomeno fascista in europa, soprattutto nelle sue espressioni repressive, sia figlio della precedente rivoluzione bolscevica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nolte sostiene che il fenomeno fascista in europa, soprattutto nelle sue espressioni repressive, sia figlio della precedente rivoluzione bolscevica</p>
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