Nell’ambito dell’operazione “sex.com” – l’indagine che ha portato all’arresto di 3 persone per favoreggiamento della prostituzione – il PM della Procura triestina, Federico Frezza, ha oscurato, venerdì scorso, il sito bakeca.it. Il portale di annunci di vendita più importante in Italia è rimasto preventivamente chiuso per tutto il weekend.
Sotto accusa la sezione incontri del sito che lo stesso PM avrebbe definito “prodromica al meretricio”, traducibile dal burocratrese all’italiano corrente come (sezione) “agevolatrice della prostituzione”.
“Comprendiamo la necessità dell’operazione condotta da Frezza: purtroppo sempre più soggetti utilizzano il web per atti illegali ma bakeca.it è un portale che contiene migliaia di annunci di svariato genere, dall’affitto camere alla vendita di auto, dalla ricerca di collaboratori nella sezione lavoro alla compra-vendita dell’usato, monitorati con grande attenzione da procedure di qualità” ha dichiarato Alessandro Rivetti.
Tra i “soggetti che usano il web per atti illegali” indicati dall’amministratore delegato di bakeca.it, ci sarebbe anche Luca Cassin, già fermato dalla Polizia e principale “indagato” dell’inchiesta sulle inserzioni a luci rosse. Coordinatore di un nutrito gruppo di agenti di commercio e lavoratori, l’uomo, ora richiuso in carcere, stava allargando il suo mercato a tutta l’Italia con un giro d’affari ancora non quantificato.
Bakeca.it – oltre tre milioni di visitatori al mese, più di 200 mila al giorno-non aveva nessuna relazione istituzionale con Cassin. Tuttavia per poter ritornare a funzionare il sito di annunci ha dovuto provvedere a rimuovere le inserzioni di escort e viados. Dimostrando così che il monitoraggio non procedeva “sempre con grande attenzione”.







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