L’assessore Paolo Rovis scrive sul suo blog che Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia “prospettano nell’orario invernale il taglio dei convogli diretti a Roma e Milano”.
Commenta Rovis sul suo diario digitale:
“Per le nostre Ferrovie, l’Italia termina a Mestre. Oltre, qualche sbuffante trenino regionale può bastare. [...]
Stiamo diventando un luogo cui gli investitori guardano con interesse, dove il presidente Berlusconi sceglie di organizzare importanti vertici di Stato, dove i turisti arrivano in quantità impensabile fino a pochi anni fa. Se alle Ferrovie avessimo dei manager veri, non quelli da stipendi milionari e voragini nei bilanci, questi annuserebbero l’aria, accompagnerebbero la crescita.Investirebbero su Trieste e sul Friuli Venezia Giulia, perché le potenzialità sono enormi così come potrebbero esserlo i ricavi. Che confermerebbero la lungimiranza della scelta, ripagando gli investimenti.
Sconcerta, quindi, l’assenza di strategia e terrorizza che il potere di decidere sullo sviluppo economico e sociale di un vasto territorio, attraverso l’attivazione o meno di indispensabili collegamenti, si trovi nelle mani di oscuri burocrati.
Ai signori delle Ferrovie deve arrivare, ora e subito, un fischio ed uno stop netto da parte di tutta la politica e delle categorie imprenditoriali. Senza divisioni, senza indulgenze nè tentennamenti.







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